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ITALIA STASERA VAI IN RUSSIA

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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San Siro ha risposto entusiasticamente con 73000 paganti

ITALIA STASERA VAI IN RUSSIA


di Federico De Carolis
Ancora poche ore e si conosceranno i destini dell’Italia calcistica. Tornano gli svedesi, forti del successo di Solna, forti di un morale di ferro, forti di una supremazia atletica e agonistica. Non forti al punto da poter cancellare le nostre speranze. Che resistono e insistono per disputare questo mondiale di Russia, mai così agognato. Il calcio in Italia è la quarta industria. Muove miliardi e giocatori, televisioni  e sponsor per cui l’eventuale fallimento di questa sera avrebbe ripercussioni drammatiche sul calcio  non solo. Vincere è ua parola di appena 7 lettere, tradurle nella realtà dei 90’ non è così semplice come pronunciarle. Milano ha già risposto positivamente all’appello del calcio nazionale. Saranno in 73.00 a gridare “Forza Italia”. Bastasse potremmo già svegliarci da quella specie di incubo che ci fa compagnia ormai da due giorni.
Ventura ha tirato fuori l’ultima formazione. E’ la sua magia. Solo sua però, perchè le discordanze di critica e tifosi sono notevoli. Non si può criticare un Ct però che si gioca tutto in 90’. Che Dio gliela mandi buona.  Siamo con lui nella preghiere nella speranza. Tattiche, scelte, polemiche per una volta vanno a farsi benedire. C’è chi ha lanciato i suoi strali insieme a altri 40 milioni di Ct rintanati nelle proprie case e pronti a sostenere di aver previsto tutto. A cominciare da un tecnico la cui carriera non è sicuramente brillante e che toccato la serie B, parliamo di Pochesci, per la prima volta in questa stagione. Ha chiesto scusa, ma sarà beato se l’Italia dovesse rimetterci e penne magari solo per poter dire: lo sapevo.
Non ci sono raccomandazioni da fare. Non ci son inviti all'impegno, alla dedizione. Si gioca avendo mandato a memoria tutte le nefandezze che la sconfitta di Solna con gli svedesi si è trascinata dietro. Gli Usa che da poco si sono affacciati nel calcio sono stati eliminati. Anche lì, è stata una specie di dramma per uno sport che ha già superato per presenze e incassi quelli che fino a poco fa erano i più seguiti come basket, baseball. Lì, si ricomincia, qui c’è il timore che tutto possa essere mandato in aria con l’intervento di politici sprovveduti e persino ignoranti in materia. Speriamo che un successo cancelli tutto  ci porti in Russia.
Siamo già stati eliminati una volta dai mondiali, in altre occasioni abbiamo rimediato figure meschine, ma tutto è stato accettato con serena rassegnazione. Questa volta non sembra essere così. Questa volta si va oltre la delusione e c’è già chi parla di distruzione del calcio italiano nella maniera più totale. Abbiamo vissuto il dramma di molte crisi e sappiamo che tutto passa dopo i primi periodi burrascosi. Se stasera comunque gli azzurri dovessero farcela loro torneranno i divi di sempre, noi dimenticheremo rabbia e amarezza che ci perseguitano dal 2010, eliminazione in Sudafrica, seguita dall’ultima in Brasile entrambe al primo turno. Non ci sarà un suicidio di massa per carità siamo sempre in tema sportivo, ma i calciofili si preparino al peggio che arriverà dai saloni di casa e da chi il calcio lo odia da sempre perché non è riuscito a diventare un campione o a far si che lo fosse il proprio figlio, ma soprattutto perché chi perde non potrà avere nessuna comprensione trattandosi dell’ultima chance.



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