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ITALIA IN RUSSIA SENZA SPERANZE

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
Tags: nazionaleitaliaalbaniarussia2018

Dopo la scandalosa vittoria sull’Albania

ITALIA IN RUSSIA SENZA SPERANZE


di Federico De Carolis
Una vittoria porta comunque gioia e entusiasmo. Quella dell’Italia contro l’Albania ha destato sentimenti poco controversi. All’’unanimità, vedendo quel che è stata capace di fare questa squadra, c’è un solo commento da fare: l’Italia fa rabbrividire. E’ uno scempio a centrocampo, balbetta in difesa tanto da offrire occasioni a qualsiasi avversario di poco superiore all’Albania, mentre dell’attacco è quasi inutile parlare perché non esiste. Cosa c’è da attendersi allora? Che vada ai mondiali di Russia. Siamo diventati testa di serie dei secondi e non ci toccherà nessun avversario appena valido. Se non ce la facessimo, ci sarebbe una sola cosa da fare: rinunciare a qualsiasi manifestazione internazionale per almeno cinque anni. Ma andremo in Russia per imprecare  ancora una volta alla sfortuna dimenticando miserrima condizione in cui ci troviamo. Siamo in una realtà che pochi riescono a accettare: l’Italia non ha giocatori di grosso livello sul piano internazionale, me ha appena di mediocri o di altri che se conteggiassero l’età insieme ai valori assoluti d’espressione, sarebbero da tempo alla ricerca di una sistemazione nei quadri tecnici di una società non proprio di primo piano.
Eppure continuiamo a parlare di gioco che non c’è, di questo o dell’altro rimasto fuori per scelta sconsiderata del Ct, di tattica e moduli si gioco ascrivendo a Ventura ogni delitto crudele e inimmaginabile. Lippi è stato eliminato in Sudafrica, Prandelli lo è stato in Brasile e se Ventura dovesse esserlo in Russia, sperando sempre che ci arrivi, non avrà aggiunto o tolto molto ai suoi valori personali. Prendiamo atto di una realtà: Antonio Conte se solo avesse intravisto la possibilità di compiere una qualche impresa non avrebbe mollato l’azzurro per andarsene in Inghilterra. Avrebbe potuto benissimo rimandare. Non l’ha fatto perché s’è reso conto che non sarebbe andato lontano con i calciatori di cui attualmente dispone l’Italia. E se va via un tecnico della levatura di Conte, se non ha deciso di ripartire per costruire qualcosa di valido un campione del mondo come Lippi, allora vorrà proprio dire che, per il momento non c’è niente da fare. Siamo nella condizione peggiore cui si potesse pensare dopo anni di successo ripensando ai mondiali Usa e a quelli tedeschi che ci laurearono campioni per la quarta volta.
Adesso quindi aspettiamo questo spareggio cerchiamo di vincerlo e non facciamoci nessuna illusione. Chissà che di qui alla fine dle campionato non vengano fuori due giocatori capaci di prendere in mano la squadra e condurla almeno alla seconda fase. Altrimenti ci contenteremo d’essere comparsa, volenti o nolenti, in una manifestazioni che ci ha visto sì grandi protagonisti, ma che ci ha riservato anche grandi dolori come nel 1958 quando fummo capaci di non partecipare per mancanza di materia prima, cioè di giocatori capaci di stare alla pari con le star internazionali e le loro rappresentative.



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