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SERIE A: LA ROMA TORNA IN TESTA PER RESTARCI A LUNGO

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
Tags: ROMASERIEAFIORENTINAINTERLAZIOJUVENAPOLI
E’ l’anno del Giubileo che ha sempre portato fortuna ai giallorossi


di Federico De Carolis

Mi concedo un margine di errore del 10 % ma penso che questo campionato sia della Roma. La Juve s’è perduta nei meandri creati da un tecnico che ha voluto e cerca ancora di farsi del male. Ha cominciato dalla prima partita, perduta in casa, ha proseguito con scelte anacronistiche fino a ieri quando, finalmente ha deciso che la Juve non può rinunciare a Dybala. Forse è tardi, troppo tardi anche perché questa squadra può puntare ormai, solo sulle individualità. Sono molteplici e validissime ma non riescono a fare squadra. Un gioco scontato e dilettantistico. I tifosi rimpiangono già Conte, ma per il momento Allegri può dormire sonni tranquilli. La Juve solo in rarissime occasioni ha cambiato il tecnico in corsa. C’è la Champions per permettere qualche felice esaltazione, ma anche qui, nonostante il momento favorevole con Real e Barca in difficoltà, non sta facendo un bella figura. E dire che questo potrebbe essere l’anno giusto. Ma in Champions si gioca e si riesce a dare spettacolo, qualità che la Juve ha ma ben nascoste. Se le tirasse fuori chissà. Penso che continuerà a barcamenarsi tra polemiche e sconfitte, mentre il Presidente , come da tradizione, ne canta quattro a tutti sottolineando che la14esima posizione, da ieri migliorata, non si addice a un team che ha fatto investimenti giusti e giustamente pretende di più. Magari il Presidente aveva previsto quel quinto scudetto consecutivo, come accadde con l’Avvocato. Ma lo zio aveva avversari meno agguerriti di quelli odierni. Sarebbe stato comunque un grosso colpo di cui stabilita la quasi impossibilità realizzativa, resta solo l’amaro in bocca. Se Allegri dovesse riuscire in un miracolo ancora possibile sulla carta potrebbe avere tutti ai suoi piedi. Fidatevi, non sarà così: gran dio clamori ma anche gran di divergenze in campo e fuori, non aiutano.


Tutto il contrario di quel che sta succedendo alla Roma che vola e conquista la vetta con il cipiglio della grande che non ha nessuna voglia di mollare. Garcia ha capito il nostro campionato, della Champions può fregarsene, Totti praticamente non da più fastidio, la squadra gioca e concede spettacoli che ricordano il passato fatto di successi, come quello di 16 anni addietro. Ha indovinato tutti gli acquisti, la difesa è migliorata se De Rossi regge a centrocampo non potrà avere avversari. Anzi, non li ha, nonostante soffra spesso,come a Firenze, ma arriva al trionfo.

C’è il Napoli che vince a Verona e minaccia fuoco e fiamme. Avrebbe bisogno di continuità, la stessa che ha trovato in queste ultime settimane, ma non basta. E’ necessario continuare su questa strada. Il lavoro di Sarri lo meriterebbe, ma forse è troppo pensare di arrivare allo scudetto in una stagione. Se poi, dovesse compiere il miracolo tanto di guadagnato per una Napoli che non riesce a gioire e scatenarsi dai tempi di Maradona.

Non se ne fa niente per l’Inter. Il golletto di sempre non basta a Palermo e la squadra soffre degli stessi mali juventini: non gioca, non si propone e Icardi è sotto il rendimento dell’anno scorso. Così non va nonostante Tohir si dica soddisfatto e prometta di comprare ancora alla riapertura del mercato. Ma non è solo comprando che si arriva allo scudetto, occorrono ben altre componenti quali il gioco e la convinzione che non pare ci siano in questo momento. Anche la Lazio ha vinto e insegue la Roma con le altre a due punti. Decisamente non c’è ancora una squadra dominatrice, ma le partite giocate sono poche e una visione più chiara si potrà avere solo tra qualche mesetto anche se il Giubileo porta da sempre fotuna alla Roma.





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