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FOCUS, JUVE ORMAI PENSA SOLO AL BARCA. ROMA E NAPOLI POI IL BUIO

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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I bianconeri già con la testa alla Champions vincono a fatcica

di Federico De Carolis
Rivincita con il Barca. E questa volta la  Juve può farcela. Detto in termini numerici mi sembra che le percentuali di successo della squadra di Allegri oscillino tra l’8 e il 10%. Sarà la sua difesa, se ben organizzata e al riparo da qualche caduta di tono, a rappresentare l’arma vincente. Diciamocelo con tutta sincerità : è il reparto più forte d’Europa. Centrocampo e attacco, in pratica si equivalgono anche se Messi può rappresentare la differenza. Se Allegri tuttavia concede la massima fiducia a Dybala è possibile che l’enfant terrible abbassi il quoziente di supremazia dell’avversario ergendosi finalmente a protagonista come indicano i suoi mezzi. Higuain poi, non è certo da considerare inferiore alle altre punte. Insomma una partita scintillante sicuramente e che si snoda sul filo di equilibri milllesimati (come imo champagne doc). Sarà molto importante per la Juve non rinunciare al suo assetto svariando con cambi e innovazioni nel corso della partita come avvenne con il Bayern. Non perderà questa volta, forte dell’insegnamento dei precedenti. I suoi successi sul Barca restano fissati a un bel 4-3, che significano poco, ma aiutano a non considerarsi inferiori in nessun senso. Se dovesse superar il Barca non ci sarebbero ostacoli impossibili per arrivare finalmente alla Champions che manca da troppo tempo in un albo d’oro ricco di trionfi, ma quasi orfano della competizione europea più importante.
In molti guardando la partita con al Samp in campionato hanno enunciato il loro scetticismo per via dei cali di tensione dopo il gol del vantaggio che è stato l’unico e ha dato l’ulteriore sigillo al prossimo scudetto e record italiano assoluto in materia. E’ vero, ma giocare contro la Samp sapendo di aver vinto quasi subito dopo l’ìnizio è un conto, segnare magari con il Barca e avere il vantaggio è completamente diverso. Galvanizza, offre una maggiore sicurezza nei propri mezzi eccezionali e soprattutto nelle possibili esaltazioni individuali che ci portano sempre a pensare a Dybala, ma che contengono anche gente come Higuain, Marchisio e via di seguito: Troppo forte per non vincere in definitiva anche se i suoi tifosi continuano a temere una tradizione avara. Va da se, dopo queste note, che il campionato, a nove giornate dalla sua conclusione può essere già archiviato con il terzo scudetto consecutivo per Allegri che non si sa per quale motivo, secondo i soliti, dovrebbe abbandonare a fine stagione. Per chi poi, per Spalletti, bravissimo, senza pedigrè eccezionale in Italia, non ha mai vinto, uno scudetto, e tanto meno nelle competizioni internazionali di cui non si ricorda un suo grande successo. Allegri può anche essere sostituito se proprio non vuole più saperne di Torino, ma bisogna cercare gente all’altezza della Juve e delle sue tradizioni. Gente come  Ancelotti, che non tornerà più, o come Guardiola. Se deve essere grande in tutto questa Juve non può certo accontentarsi dei bravi, può e deve avere solo i migliori.
In tutte queste certificazioni importanti per il futuro juventino è passato in second’ordine il record di Gianluigi Buffon. Ha superato il record di Boniperti arrivando a 39.706 minuti di presenze con la maglia bianconera. E pensare che aveva iniziato a Parma dove fece il suo esordio in A. Una nuova leggenda bianconera, une leggenda anche per il calcio italiano. Quando vinse il primo scudetto lo paragonai al cugino portiere di Milan e Inter. “Deve ancora superarmi e uno scudetto non basta” mi disse quasi a difesa della sua brillante carriera. No, oggi se c’è un Buffon leggendario è lui Gianluigi che ha battuto tutti i record possibili e che ha vinto tutto quello che si poteva vincere.

Roma e Napoli poi il buio
Dici campionato e ti soffermi solo sulla Juventus? Ma è giusto così perché le altre ormai, hanno rinunciato allo scudetto e per loro restano solo traguardi secondari. Roma e Napoli su accapigliano sena farsi male per la seconda piazza. La Roma soffre all’inizio il Sassuolo, poi si riprende e lo fa fuori come da copione, il Napoli ha vinto a Empoli. E’ una lotta che si protrarrà fino alla conclusione del campionato ma che vede ancora leggermente favoriti i giallorossi. Pallotta fa sapere che senza uno stadio è impossibile competere con la Juve. Qualche ragione ce l’ha, ma in fatto organizzativo la Roma ha molti segmenti che vanno rivisti e portati all’ottimale.
L’Inter si ferma a Torino per un caffè e perde qualcosa nella rincorsa alle seconde linee e a un posto per la Champions. Fa la stessa cosa la Lazio che impatta a Cagliari. Lì sopra è tutto chiuso ormai. Resta un qualche interesse per la Europa League con il Milan che torna a avanzare le sue pretese e con la Fiorentina che potrebbe dire ancor la sua. In coda tutto come sempre e adesso le retrocedende puntano sul premio, solo in Italia chi perde viene premiato magari per intascare e falsare il campionato anche nella prossima stagione. Per arrivare e partecipare alla Serie A occorrono garanzie e un minimo di serietà.





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