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NAPOLI, LE MANI SULLO SCUDETTO

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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En plein degli azzurri con 8 successi in otto partite: chi è arrivato a tanto ha vinto

Napoli, le mani sullo scudetto


di  Federico De Carolis
Napoli mette le mani sullo scudetto. Ne aggancia le dita per il momento. Basteranno per cucirlo nuovamente sulle sue maglie, dopo gli anni di Maradona che sono ormai lontanissimi? Nessuno può dare una risposta certa, l’unica certezza sono un filotto di 8 successi consecutivi (il record 10 è della Roma del 2000, anno santo e dello scudetto giallorosso). Tutte le squadre che hanno toccato questa quota sono arrivate alla fine al tricolore. Può sognare Napoli, mentre balza al secondo posto l’Inter, vittoriosa in un derby conquistato all’ultimo minuto e con un rigor di Icardi, a suggello di una tripletta che riporta in auge la Beneamata e la lancia nella lotta per il primato. La prima risposta vera arriverà domenica da Napoli quando le prime attrici di campionato se la vedranno in un confronto diretto che promette scintille.

La Juventus stecca con una grande Lazio e con un immenso Immobile che ridicolizza quella che fino a poco tempo addietro era la difesa più forte d’Italia. Ha incassato 8 gol in più rispetto al passato campionato, non può contare, almeno per il momento su Higuain e Dybala sfortunato per un palo centrato in pieno e un rigore sbagliato, con discussiomi addirittura sul suo valore assoluto da parte degli stessi tifosi juventini che evidentemente non sanno proprio perdere. Per la Roma non è sicuramente crisi, ma occorrerà una maggiore convinzione per reuperar terreno e soprattutto una migliore attenzione nelle fasi d’attacco. Dezko ha biogno di quella collaborazione che non c'è stata contro i napoletani.

INSIGNE PALLONE D’ORO

Il successo del Napoli a Roma ha ancora una volta un nome: Insigne. Con un pallone d’oro mata la Roma. C’è anche il gioco di un’intera squadra, l’impostazione di Sarri, la dedizione di tutti a una causa che comincia a prendere corpo. Hanno vinto gli azzurri a Roma praticando il solito gioco, bello e spettacolare, non disgiunto da quella utilità che porta alla vittoria. E’ stato ancora una volta un napoletano a mettere in ginocchio la Roma subito all’inizio. Poi, non c’è stata difesa del vantaggio, ma grande attenzione nel cercare il raddoppio insieme alla salda tenuta della partita fino a un quarto d’ora dalla fine. Era un bel vedere questa squadra costruita stagione dopo stagione da Sarri, regalare spettacolo e ricerca dl gol, sapersi sacrificare con tutti i suoi componenti in difesa e ripartire con quella spettacolarità che ha strappato applausi a tutta Italia e che comincia a essere apprezzata addirittura nel mondo.  Ora c’è l’impegno di Champions con il Manchester City. Si aspettano tutti il crollo. Potrebbe diventare un Napoli meraviglioso se riuscisse a vincere anche contro gli inglesi. Ma non accadrebbe un bel nulla neppure di fronte a un passo falso che lascerebbe intatte le possibilità di passare il turno. La Champions tuttavia riporta ancora a una campagna acquisti, sicuramente ricca di contenuti, ma troppo avara nei numeri. Ricambi capaci di offrire alternative avrebbero potuto permettere di combattere sui due fronti. Non è detto che l’abitudine al successo non permei ancora la mentalità degli azzurri anche sul piano internazionale. Con Maradona arrivò solo una Coppa secondaria (Uefa) e non c’è da strapparsi i capelli se quest’anno nascessero intoppi. Il Napoli e De Laurentis hanno tutte le potenziali capacità per assidersi sui troni internazionali, ma lo scudetto ha la maggiore importanza, poi magari si penserà al resto con il crescere delle ambizioni del popolo partenopeo che per il momento sogna e vuole trasformare in realtà solo il tricolore. La storia reclama i suoi tempi.
L’INTER PARLA DI … SCUDETTO
L’Inter ha vinto il derby, il Milan  non ha sbracato. L’Inter ha un Icardi che il Milan non ha e ha anche un gioco meno spettacolare ma più attendibile dei rossoneri. Non si trova un bomber capace di una tripletta in una partita così importante. Ieri si parlava di … distrazioni da parte di Bonucci. Non è stato il solo nella difesa milanista a aprirsi alle felici intuizioni del bomber. Forse i rossoneri soffrono per una stagione che sembrava più proficua dell’anno passato ma che si sta rivelando quasi simile. Questione magari di intese e moduli non ancora mandati a memoria, ma di una cosa si può essere ceri: il secondo tempo dei rossoneri è stato all’altezza della situazione. E’ da lì che Montella dovrà ripartire cercando di curare gli errori dei singoli, come  il placcaggio di Rodriguez su D’Ambrosio che non aveva ragion d’essere, insieme a altri errori e omissioni preoccupanti sì perché ricorrenti, ma non incurabili.
Sapremo dei destini delle milanesi dalle prossime gare. L’Inter avrà l’esame Napoli. I suoi tifosi, timidamente, cominciano a dire che sì, si può anche parlare di scudetto. Non ne siamo troppo convinti, ma un exploit potrebbe davvero segnare un cambio definitivo di rotta.
JUVE, DYBALA HA BISOGNO DI COCCOLE
La Juve che si fa battere in casa dalla Lazio ha sicuramente problemi. Ne ha a centrocampo e in difesa, mentre il più grave riguarda Higuain. Il bomber non ha più anima, meglio non è più in se stesso e sbaglia in continuità tanto da sembrare un corpo estraneo in un contesto incapace peraltro di brillare e nascondere quindi le pecche più vistose. Che Dybala poi sbagli un rigore e venga messo sulla graticola è solo di gente poco avvezza a considerare i momenti di un fuoriclasse. Dybala non ha avuto la fiducia di Allegri e la scusante è stata relativa alla fatica per la transvolato argentina. A 23 anni difficilmente ci si stanca anche per notti insonni consecutive, ma si perde la fiducia in se stessi quando si è carichi di responsabilità. E se a ciò si aggiungono critiche, magari anche giustificate dal mondo, si ha il quadro di un campione e fuoriclasse, sì, sicuramente degno di Messi anche se non ancora ai suoi livelli, che può e deve recuperare al più presto. Altrimenti lo si può cedere con pretendenti che non mancano da tutto il mondo.
Non finiscono qui i problemi juventini: quella difesa che era tra le migliori d’Europa arranca e prende gol e soprattutto il centrocampo ne indovina davvero poche. Sulle scelte del tecnico non interveniamo, ma la rinuncia a Alex Sandro non ci sembra proprio giustificata. Il prossimo confronto è a Udine, non impossibile e capace di fornir lumi su un rilancio immediato, dopo l’intermezzo di Champions, facile e possibile ma da non sottovalutare.
LAZIO, IMMOBILE DA URLO
Se la Juve è in crisi la Lazio di Simone Inzaghi mostra un carattere sul quale nessuno avrebbe potuto giurare all’inizio del campionato. Condotta da un impareggiabile Immobile, sta tra le grandi a disputare un campionato che magari non le apparteneva, ma che la solidità della struttura insieme al perfezionismo del suo tecnico hanno portato in alto dove si trova benissimo e dove mira a restare. Se riesce a non avere cali di tensione quando incontra avversari deboli, chissà dove potrà arrivare.
SAMP E GIANPAOLO DEI MIRACOLI

Gli altri confronti hanno evidenziato il grosso successo della Samp contro l’Atalanta. Si è accorto persino il presidente blucerchiato del valore immenso del suo tecnico tanto da osannarlo al termine di una partita che ha capito alla perfezione e che la sua squadra ha vinto con le sue illuminate mosse che hanno sconvolto l’avversario di gran valore Gasperini. Non può restare ancora a Genova Giampaolo. Ha acquisito meriti che gli impongono platee, maggiormente esigenti e in lotta per grandi traguardi. I contatti con l’estero non mancano e forse l’Italia sia appresta a perdere uno dei suoi migliori allenatori. Il Bologna ha fatto fuori la Spal nel derby emiliano  la Fiorentina ha fatto fuori l’Udinese. Solo il Toro ha segnato il passo con un pareggio a Crotone frutto di distrazioni ma forse anche di superficialità, mentre comincia a preoccupare la situazione del Sassuolo che non sa più vincere. C’è da sottolineare lì’impresa del Genoa a Cagliari. L’arrivo di Perinetti ha evidentemente inciso non foss’altro che sul piano della fortuna.



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