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LA PRIMA VERITA’ DAL NAPOLI CONTRO LA JUVE

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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L’Inter in agguato attende solo di confermare i suoi valori

LA PRIMA VERITA’ DAL NAPOLI CONTRO LA JUVE


di Federico De Carolis
Tutto cambia, niente è cambiato, almeno per il momento. Venerdì sera una verità, la prima, dal confronto diretto tra Napoli e Juventus con ricadute molto pesanti sull’intero campionato. Il Napoli vince a Udine di rigore (sbagliato), la Juve si libera a fatica del Crotone. E’ l’Inter tuttavia che va oltre le più rosee attese con un successo che ne esalta le virtù acquisite con Spalletti  e rinnova le sensazioni di squadra che sta bene nel lotto delle future protagoniste ben oltre la semplice partecipazione alla Champions. Ha rispetto agli altri un Icardi in più. Non è poco e se a Gennaio dovesse rinforzarsi con qualche elemento di spicco, nessun traguardo potrebbe esserle negato. Roma e Lazio pareggiano e mentre i laziali sono puniti da un rigore a fine partita, la Roma deve il suo stop a una plateale scorrettezza del suo uomo maggiormente  rappresentativo. De Rossi rifila una sberla a Lapadula, vista da tutto il popolo televisivo e confermato dal Var. Ne deriva un pareggio che potrebbe avere un peso notevole nel conteggio finale e lascia che ci sia una condanna urbi et orbi insieme a una sicura, pesante squalifica per il capitano. I giallorossi tuttavia anche senza l’uomo  tra i più rappresentativi del proprio schieramento, rischiano di vincere in dieci, grazie a un Naingolan in splendida forma. In testa cambia poco per tre e adesso tutti attendono Napoli-Juventus che potrebbe stabilire un dominio reale dei partenopei o riproporre la Juve con immutate possibilità quasi a significare che a Torino non si rinuncia a niente. Mai.

Napoli, vittoria pensando alla Juve
Il Napoli non è molto brillante a Udine, anche se il suo successo non fa una grinza e arriva con un rigore sbagliato e successivamente trasformato in gol. Tutti a domandarsi quando si sarebbe stancata questa squadra che ha avuto una partenza micidiale, forse un pizzico di stanchezza ha finito per accusarla proprio in Friuli. Non conta nulla e, soprattutto non avrà alcun riflesso nel match clou di venerdì contro la Juve. Lì la stanchezza non si sentirà sicuramente e verranno fuori i valori veri e attuali delle due squadre. Chi perde, naturalmente non sarà da considerare fuori,ma avrà sicuramente compiuto un grosso balzo in avanti nella lotta per il primato. Sarri continua a dare favorita la Juve. Si è napoletanizzato puntando, tra l’altro, anche sulla cabala raccontando della forza dell’avversario ancora irraggiungibile per  il suo Napoli. Se vincesse il distacco arriverebbe a una quota consistente e tale da permettere anche qualche distrazione fino al termine del girone d’andata. Se vincesse,poi, l’avversario da temere sarebbe e resterebbe solo l’Inter di Spalletti per quel primato d’inverno che conta quasi niente ma che spesso ha fornito indicazioni molto utili in vista scudetto.

Inter, Icardi forza sette
L’Inter fa sapere da Cagliari che c’è e che è grande perché ha Icardi . Il bomber, una doppietta anche in casa rossoblù, è di quelle punte irrefrenabili. Nell’isola gli avevano preparato un’accoglienza niente male per una bravo attaccante : due a seguirlo in ogni momento,  a turno gli altri  a tentare di fermarlo. Un esercito di difensori, dopo la prova dell’altra notte, non basta. Se parte non si ferma e trova sempre il modo di spedire la palla in rete. Non ci soffermiamo più sui suoi valori personali incommensurabili e degni delle migliori tradizioni nerazzurre. La Beneamata ha avuto uno stuolo di bomber con Meazza ancora oggi capofila. Può darsi che Maurito lo superi. Dovrà vincere, ma si sta sacrificando proprio per questo. Uno che segna come nessun altro, che risulta decisivo più o meno in ogni partita, sa tuttavia che per conquistarsi un posto di preminenza nell’Inter deve vincere. E lui lo vuole fortemente perché si sacrifica, ha la forza e l’umiltà di rincorrere persino gli avversari quando pensa che ve ne sia la necessità. E’ di quegli uomini gol che segnano un’epoca insieme a quella della propria squadra. Icardi sta cercando di farlo possibilmente da subito, sicuro dalla prossima stagione. Dietro di lui viene una squadra cresciuta di molto rispetto al passato, con ancora qualche angolo da smussare e qualche elemento da sostituire per farla crescere come vogliono i cinesi. Dovessero arrivare in gennaio, il gioco potrebbe risultare possibile anche subito, altrimenti se ne parlerà nel prossimo futuro. Il calcio tuttavia è vivo, appassionante, attraente proprio perché non ha mai niente di scontato. Il successo di Cagliari conferma la teoria e molto probabilmente comincia a mettere paura proprio a Juventus e Napoli che hanno una concorrente in più nella lotta allo scudetto. Una concorrente che finora ha saputo tener testa alle grandi, pari con il Napoli e Roma battuta, e che attende adesso solo il crisma del confronti diretto con la Juventus per avere il lasciapassare definitivo per le sue ambizioni ormai non più nascoste.

Juve, un successo pensando al Napoli
La Juventus o trova i ritmi giusti contro il Crotone nella prima parte. Gioca quasi con sufficienza, si fa precedere nelle intenzioni dai calabresi, ben organizzati per una strenua e attenta difesa. Allegri si arrabbia nell’intervallo  e i bianconeri tornano a essere se stessi a segnare come si conviene squassando e allargando le maglie della difesa avversaria. Adesso può guardare con miglior fiducia il confronto di Napoli dal quale sarà importantissimo non uscire a mani vuote. Ha ritrovato per metà, sì solo per metà, il suo Dybala che evidentemente mal digerisce stare in panca o addirittura essere escluso. Non ha più problemi di cuore, il che lo rende completamente partecipe del gioco. Se a Napoli sarà confermato chissà che non riesca a dar vita a un confronto indiretto ma di altissimo livello con Insigne. La speranza è che Allegri non tenti altre innovazioni e cambiamenti. Riavrà Chiellini, il che per la difesa è importantissimo, ha già riavuto a centrocampo il Principino che adesso ha solo bisogno di giocare per rendere come sa con grande vantaggio per un reparto a cui dipenderanno le possibili fortune bianconere anche per il futuro di Champions. Marchisio non è uomo che possa essere messo in discussione. Farlo significa indebolire un reparto vuoi per l’esperienza maturata, vuoi per le capacità sempre espresse al meglio. Napoli potrebbe essere una tappa fondamentale per un suo rilancio immediato e duraturo. Se si avvicina alla testa poi, difficilmente molla, ben sapendo il pensiero di società e tifosi che non giustificano secondi o terzi posti, qualificanti per molte altre squadre. Alla Juve o vinci oppure hai perso comunque e non ci sono giustificazioni che siano ritenute accettabili. Gli Agnelli quando il principio non è stato rispettato hanno quasi sempre rivoluzionato tutto. Lo si tenga ben presente anche in vista di Napoli.

Roma e Lazio così non va
La Roma si ferma a Genova dopo essere andata in vantaggio. I giallorossi pagano pegno perché al loro capitano saltano i nervi. Rimedia un’espulsione e il gol di rigore segnato proprio da Lapadula con un occhio rossastro. Non vale la grande vena e la grande voglia di Nainggolan. La vittoria, pur in dieci, sempre a un tiro di schioppo, ma si rischia anche qualcosa tanto che il successo poteva arridere anche ai genoani. Così, in una giornata che poteva essere favorevole e tenerla sempre a ridosso delle altre  con una partita da recuperare, lo allontana dalle prime tre. Distacco non incolmabile, ma 2 punti perduti contro una comprimaria, il che non ha lasciato di buon’umore Di Francesco. C’è tempo per recuperare,ma forse non c’è più tempo per partecipare al banchetto per il titolo d’inverno che non ha valori,ma che sul pianodel morale offre pur sempre vantaggi.
La Lazio deve accontentarsi anch’essa del pari che arriva addirittura al 90’e fa gioire oltremodo la Fiorentina e il suo tecnico. I biancazzurri non possono piangere sul rigore certificato dalla Var, nonostante le proteste sin troppo accese di Tar, ma sono chiamati a un esame di coscienza per qualche gol mancato,ma soprattutto per una lampante sottovalutazione dell’avversario. La Lazio non ha grandi campioni, non è attrezzata per vincere lo scudetto. La sua forza  sono i giovani che proprio Tare riesce a scovare di anno in anno per sostituire i migliori che vanno sempre via. Ha la fortuna di avere un tecnico che è tra i meglio preparati, ma ha anche l’obbligo di seguire senza distrazione alcuna le sue richieste di gioco di posizioni. Soprattutto non può concedersi pause, altrimenti addio posizioni di preminenza.

Milan ancora confusione
I rossoneri non riescono a battere il Toro che resta una bella squadra e ha sicuramente meritato il pareggio, ma questo Milan non ha convinto finora nessuno. Tantomeno i suoi tifosi che l’hanno contestato dopo tanta pazienza e lunghissima attesa. Evidentemente c‘è molto di sbagliato in questa squadra. Ha un centrocampo quasi incapace nell’interdizione e punte che non segnano. Soprattutto non ha un proprietà vigile, attenta e conosciuta che lascia  far di tutto e di più a Fassone che evidentemente non ha nessuna intenzione di compromettersi e si affida a Montella che è Marta e Maddalena. Non si va lontano così, specie se non si sa se sarà possibile rimediare a gennaio a una campagna acquisti estiva ricca slo di intezioni e di nomi, sul campo invisibile e inosservati. E’ giunto il momento del redde rationem e anche della presentazione e presenza del proprietario a Milano per apere lafine che farà una società gloriosa che in bacheca ha più Coppe dei Campioni di tutti e che non può passare da un Presidente come Berlusconi a un cinese che non sembra neppure lontano parente di quello dell’Inter, il che acuisce rimpianti e provoca contestazioni non del tutto ingiustificate.

Torna Jachini, impresa Bologna
Le imprese più consistenti degli anticipi arrivano dal Bologna che rifila tre gol alla Samp e dal Verona che va a vincere a Reggio contro il Sassuolo. I rossoblù scaraventano sulla Samp un potenziale mai visto finora, soprattutto perla sua freschezza giovanile. La partita manda in tilt gli scommettitori più incalliti. Era molto difficile attendersi una giornata così negativa da una squadra che aveva battuto nientemeno che la Juventus. Evidentemente i blù hanno giocato sull’onda dell’entusiasmo per un successo strameritato, frutto di umiltà, sacrificio, massima concentrazione. Qualità nascoste evidentemente a Bologna contro un avverario che ha finalmente trovato i suoi giusti equilibri e marcia rispettando le idee e il realismo di Donadoni. Torna a mettersi in evidenza Verdi, l’ultimo gioiello che già fa gola a molte squadre di gran peso, ma che il Presidente Saputo, dall’alto di una solidissima posizione finanziaria, potrebbe anche decidere di tenersi, puntando al ritorno del Bologna tra le squadre che contano. Per la Samp paure ridotte ai minimi termini pensando a chi la guida, ma anche ai suoi limiti strutturali che non possono portarla oltre un’ottima classifica il cui top sarebbe rappresentato dal ritorno in Europa, dove nell’anno successivo lo scudetto fu protagonista addirittura di una finale in Coppa dei Campioni.
Il Verona che va a vincere a Sassuolo  scalza Brucchi dalla panchina. Gli scaligeri tornano a inserirsi nel lotto delle squadre che non vogliono abbandonare la massima categoria. E’ in corsa con il Geno e il Sassuolo stesso, ora affidato al vecchio e  esperto Jachini al qaule è stata chiesta la salvezza in cambio del rinnovo del contratto per la prossima stagione. Non sarà impresa facile tirar fuori gli emiliani dalle secche in cui sono arenati, ma se c’è un tecnico capace di riuscire nell’impresa è proprio Jachini, fedele allievo di quel Mazzone, sempre esaltato dalle situazioni più difficili.



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