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ITALIA, MISSIONE POSSIBILE

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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Si gioca stasera in Svezia contro un avversario fortissimo in cassa

Italia, missione possibile

Abbiamo saltato un solo mondiale e farsi eliminare dalla Svezia diventerebbe una tragedia calcistica e non solo – Ventura torna all’antico e utilizza davanti Immobile e Belotti - Resta fuori Insigne non senza qualche polemica, Contro la Svezia abbiamo vinto 11 volte e perso 6.


di Federico De Carolis
Stasera si gioca. Non contano più le parole. Ci sarà il responso del campo. Ventura è tornato all’antico, roba arcinota. Non era noto l’impiego di Belotti al posto di Insigne. Molti hanno pensato alle ultime fatiche del napoletano, un tantino prostrato nel fisico. Forse è questa la molla che ha fatto scattare la scelta in favore del torinista che dalla data del suo ultimo infortunio, non segna quasi più insieme alla necessità di avere due punte in campo.. Non solo. Persino l’intesa di Belotti con Immobile non risulta al top come poteva esser per Insigne. Inutile discutere sui particolari. C’è la necessità di vincere a Stoccolma per essere tranquilli, martedì a Milano. E sono tutti d’accodo nel pronosticare l’Italia partecipante ai prossimi mondiali. Non accadesse sarebbe una vera e propria tragedia per il nostro calcio, ma c’è da considerare anche questa eventualità. Remota. L’ultima e unica volta che gli  azzurri furono fatti fuori da un mondiale accadde nel ’58. Fu quasi lutto nazionale con polemiche a non finire che portarono a una specie di rivoluzione di quadri tecnici. E non finì lì, giacchè ci furono Inghilterra con Pak Doo Ik che ci eliminò subito con la Corea, mentre prima in Inghilterra c’era stato il Cile quando, con il nostro attacco che sembrava atomico (c’erano Sivori e Altafini) fummo eliminati da un gol di Toro, centrocampista rispettabile non eccelso, che fu subito acquistato dal Modena. La storia si ripete, ma in qualche modo l’Italia sembra aver superato il periodo nero dopo l’eliminazione in Sudafrica e con la bruttissima figura in Brasile, almeno nelle statistIche.
La Svezia non ha partecipato ai mondiali del 2010 e 2014. Non ha più Ibrahimovic tra le sue file e nei confronti con la nostra nazionale ha vinto 6 volte e pareggiate altrettante, mentre le nostre vittorie sono undici. Questa squadra che non autorizza pronostici semplici, ha perso l’ultimo confronto con l’Italia agli europei, grazie a un gol di Eder. Andersson inoltre, non ha mai perso in casa fallendo la qualificazione diretta per le sconfitte subite in trasferte. Non avrà Ibra ma la formazione è ricca di elementi che giocano quasi tutti nelle squadre di club europee alcuni con ottimo profitto. Nel suo girone, che comprendeva anche la Francia, ha avuto l’attacco più prolifico con 23 gol realizzati. Lo stadio principale di Stoccolma risulterà bollente questa sera nonostante il freddo del paese nordico.
L’Italia parte dal grido propiziatorio di Ventura: andremo in Russia. Il ct ha rivoluzionato formazione e tattica. La sonora sconfitta contro la Spagna e lo stesso pareggio con la Macedonia hanno ridimensionato, e non di poco, i nostri valori assoluti. Conte, agli europei, era quasi arrivato in finale e l’avrebbe fatto, se avesse avuto rigoristi maggiormente precisi e persino più seri e armonici nei movimenti precedenti il tiro. Ventura non ha di questi problemi, almeno nella prima partita, ma la sua Nazionale non ha mai offerto prove convincenti e entusiasmanti. Vittorie con molti limiti nei gol e qualche sconfitta non ancora digerita. Questa sera però, sarà vietato fallire e forse per questa ha ben pensato di tornare alle origini con una squadra ben coperta a centrocampo con l’obbligo di segnare e vincere lasciati a Immobile e Belotti con Insigne in panca. E’ praticamente un cercare di riallacciarsi alle tradizioni di gioco tipicamente italiane che hanno subito sì variazioni, ma che sono attuate da tutte le squadre con un minimo di buon senso. Se la difesa regge, e potrebbe essere così, metà del cammino sarà stato felice, scacciando finalmente ombre e dubbi su una Nazionale che non ottiene niente dal 2006, successo e mondiale in Germania. E’ di lì che è cominciata la discesa agli inferi degli azzurri incapaci in Sudafrica e in Brasile di superare il primo turno. Se adesso si fallisse anche questo appuntamento, torneremmo ai secoli bui e a un vero e proprio lutto nazionale. Non lanciamoci in previsioni pessimistiche, ma cerchiamo di sperare nella riuscita di una missione difficile e impegnativa, ma non preclusa a priori.



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