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INTER, IL PRIMATO DURERA' A LUNGO

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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I nerazzurri battono il Chievo con 5 gol e guidano la classifica da soli

INTER, IL PRIMATO DURERA' A LUNGO

Ma Napoli  Juventus sono a un tiro di schioppo e la Roma incalza tutti - E sabato è in programma il derby d’Italia con i nerazzurri a Torino - Le prime verità concrete solo al termine del girone d’andata


di Federico De Carolis
Milano torna protagonista nel cacio . Anni di delusioni, contestazioni, cessioni di società l’avevano ridotta a mera comparsa in un mondo in cui era stata sempre prim’attore in Italia e soprattutto all’estero (Il Milan  è la seconda squadra con più titoli in Europa dopo il Real). Adesso qualcosa si è mosso riportando un giusto entusiasmo insieme a molte speranze di poter tornare stabilmente tra i protagonisti. Sì, perché almeno una delle milanesi, ha rialzato la testa e sembra non volerla abbassare più per molto tempo.  L’Inter ha conquistato il primo posto nella classifica generale. Ha battuto il Chievo con cinque gol senza beccarne alcuno. Lo scudetto sarà suo? E’ intorno a questo interrogativo che gira la ruota della settimana e del destino a lungo termine. Non arrivava alla conquista del primato con possibilità di tenerlo o lottare comunque con le prime da molto tempo. Questa volta sarà difficile che la squadra molli e si accartocci su se stessa, ma non è neppure detto che abbia vinto. Lotterà magari fino alla fine, ma nessuno osa giurare su un successo totale tanto che si cerca di vivere alla giornata guardando da subito a Torino.  La Juventus, dopo il successo di Napoli, ha ripreso per intero la sua fisionomia e la voglia di vincere. Non mollerà mai, non l’ha mai fatto. E nel circolo bisogna considerare anche quella Roma, che lo scivolone iniziale proprio contro l’Inter, ha totalmente cambiato nel gioco e nel carattere. Il Napoli poi, ancora secondo, non è assolutamente tagliato fuori da una lotta destinata a protrarsi fino all’ultimo respiro dell’ultima giornata di campionato. Anzi, se è vero che gli scontri diretti contano relativamente,  proprio quel Napoli che aveva perso appena un paio di punti prima della Juve, se torna a macinar vittorie come può e sa, ha ancora tutte le possibilità per arrivare al titolo.

Inter, marcia trionfale
Ha fatto impressione l’Inter  capace di seppellire sotto una valanga di gol il Chievo che finora era sempre riuscito a esaltarsi proprio con le grandi perdendo o pareggiando (vedi il Napoli) ma opponendo sempre una feroce resistenza. L’Inter l’ha disintegrato con calma, con pazienza, ma con vivacità e determinazione.  Il vantaggio di questa squadra sta nel non dover spendere energie in altri tornei e comunque in un organico sicuramente valido sul quale Spalletti ha lavorato in maniera ottimale. Vanno a Torino i nerazzurri alla stessa maniera con cui si è presentata la Juve a Napoli. Sono loro che devono vincere, l’Inter può giocare di rimessa, in piena tranquillità perchè neppure una sconfitta scalfirebbe più di tanto la sua posizione, le sue attese  e le sue convinzioni. Per il momento non ha mai perso e può contar rispetto all’avversario su un Icardi che il Napoli non ha. Il bomber ha compiuto progressi da gigante  e nella personale responsabilizzazione. Segna, è nel suo dna, ma ora va spesso a recuperare palloni e  dar man forte persino a una difesa ben assestata e che non ha niente da invidiare più a quella juventina, forse più esperta, ma che sicuramente comincia a sentire il peso degli anni insieme a qualche acciacco. Sarà un incontro tutto da vedere dal quale il possibile vincitore potrà trarre indubbi benefici, ma che non dirà la parola fine a un campionato sempre più indeciso e incapace, almeno finora, di esprimere un dominatore assoluto. Ne sapremo qualcosa di più alla fine del girone d’andata.

La Juve e il suo bomber, Napoli non mollare
L’illusione resta una dolce chimera. Facile a trasformarsi in rabbia, recriminazione e persino dolore per una realtà che non ammette discussioni: la Juve è più forte. Non vincerà un altro scudetto, solo se dovesse decidere che non va, che è stancante dominare in Italia. Vista a Napoli è una squadra quasi perfetta, almeno sul territorio italiota. Del resto, per rendersi conto che il Napoli non poteva farcela a meno di  sconvolgimenti irrealistici, basta guardare il rapporto di forze: da una parte Higuain  Dybala, dall’altra Martens e Insigne. E’ vero il calcio moderno vuole coralità di squadra, ma immaginate il Manchester di Guardiola priva di fuoriclasse. Non sarebbe la squadra più temuta d‘Europa.Ergo, Sarri è bravo, il Napoli gioca il più bel calcio del campionato, ma non basta. Non è detto tuttavia che la Juve abbia il settimo scudetto consecutivo già intasca. Gli esami non finiscono mai e c’è tutto un girone di ritorno da giocare. Possono esserci anche miracoli di trasformazione e crescita nei quali in molti, noi compresi, avevamo creduto dopo le prime partite i questo campionato.
La Juve ha vinto. Non ha dominato. Allegri ha impostatola squadra sulla difensiva e la difesa juventina non ha tradito né con Buffon, sempre all’apice, né con Chiellini. Gli altri si sono adeguati lasciando solo le briciole di un banchetto molto povero a Insigne, non a Martens forse forte con i piccoli, mai con i grandi. A Napoli la pensavano in maniera completamente diversa e tutti gli indizi lasciavano credere d’essere nel giusto. Poi, la Juve che non ha concesso niente, solo il dovuto, poca roba, a un avversario che non ha cercato scusanti perché non ci sono. E fortunatamente non ci sono state neppure azioni o situazioni tali da lasciare aperto il campo a eventuali recriminazioni. La Juve ha vinto perché è più forte, perché Allegri aveva preparato la partita puntando tutto sulla difesa e nella speranza ch uno dei suoi attaccanti riuscisse a far gol. L’ha ottenuto con Higuain che sarà l’avversario più odiato dai napoletani dopo l’amore del passato. H fatto gol, ha esultato, ha guardati la Tribuna cercando non quegli applausi che un tempo l’avevano subissato, ma i fischi e un’aspra contestazione che l’hanno portato a una gioia incommensurabile. Diranno che non si fa così, nel ricordo di un passato pur esaltante del bomber. Ma bisognerebbe tornare all’epoca della sua cessione,  degli scontri tra giocatore e società, di un Presidente dalla testa dura che o non veva capito la forza del suo bomber o aveva pensato che la sua sostituzione sarebbe stata facile. Niente è andato per il versoi giusto, ma niente è ancora perduto. Il Napoli è ancora lì, a precedere la Juve sia pure di una sola lunghezza. H tutto però per recuperare e tonare al vantaggio passato, specie se la Juve dovesse ancora sedersi come ha fatto contro la Samp. I campionati non si vincono con gli scontri diretti, ma con la pazienza e l’abnegazione. E se a gennaio, ma sarà molto difficile trovarlo, dovesse arrivare un rinforzo di qualità vera, allora si potrebbe pensare …

Roma, hai i titoli per pensare al primato
No, per il momento, forse è meglio soffermarsi sulla Roma che ha battuto la Spal e che è a un passo dal primato,con una partita da recuperare e un gioco poco diverso da quello di Sarri, ma con una squadra che  impara anche lo stile del suo allenatore (ah De Rossi quanto è costata e costerà ancora Genova) chissà che non possa dare un calcio a tutti i pronostici. Con la Spal, intendiamoci, è stato solo un test ma il recente passato, vittoria persino nel derby, autorizza a pronostici molto consistenti. Tutto sta a vedere fino a qual punto Nainggolan e Dzeko ci crederanno e gli altri saranno disposti a seguirli sputando l’anima e credendoci a loro volta. Sì, perché la Roma di DiFra ha ormai tutto per stare tra le prime della classe e godere persino di qualche vantaggio, grazie soprattutto al suo gioco e dalla non obbligatorietà di successo a tutti i costi. Ha persino qualcosa in più del Napoli ora che è stato ritrovato El Shaarawy e riavrà presto una difesa impeccabile, peraltro finora non certo tra quelle deludenti e in più si ritrova un centrocampo equilibrato che tutte le squadre di testa vorrebbero avere.  
La Lazio non molla a Genova contro quella Samp che aveva battuto la Juve. E’ costretta a inseguire dopo il gol iniziale doriano, ma se la cava benissimo come sta facendo dall’inizio del torneo. Riconoscimenti  doverosi a due tecnici che stanno andando ben oltre le possibilità dei loro organici. Inzaghi e Giampaolo, caratteristiche diverse, ma miracoli quasi simili. Il doriano con una rosa non proprio eccellente rispetto al laziale che,tuttavia deve e sa combattere con situazioni ambientali davvero non facili. Per l’uno e l’altro si aprono prospettive eccellenti per la prossima stagione se si parla addirittura di Juventus e Milan. Un salto di qualità che entrambi meritano e che hanno dimostrato di poter guidare qualsiasi squadra maggiormente ambiziose e meno turbolente delle attuali.

Gattuso non miracola il Milan
Tutti a attendersi un ritorno alla normalità e al successo del Milan. Nuovo tecnico, nuove idee, nuova grinta e nuovo modulo di gioco. Vecchio Milan. Gattuso non riesce a portar fuori i suoi seguaci da una confusione che sembra atavica e che autorizza ormai a cercare le ragioni di un fallimento che si rinnova anno dopo anno . Prima di tutto in chi ha operato la campagna acquisti poi in chi dirige la società e infine su questi cinesi fantasma che non si vedono mai a Milanello lasciando parlare solo di prestiti e di difficoltà vere o presunte che siano. Gattuso, dopo la beffa di Benevento e il primo punto all’ultima in classifica, non si arrende sicuramente e farà qualcosa  pòer aiutare la società alla quale è legato da sempre. Ma basterà la sua opera, la sua grinta, la sua determinazione? Ha vinto tanto da giocatore e può contare su una promozione agli albori della carriera d tecnico. Se non ce la farà lui, almeno a conquistare un posto in Europa, allora vorrà dire che questo Milan è tutto sbagliato e tutto da rifare. Complimenti al Benevento che ha conquistato il so primo punticino in serie A. E’ già tanto, specie se si considera che a realizzarlo è stato il suo portiere.
Che i nuovi non abbiamo avuto fortuna è confermato dalla sconfitta dell’esordiente Jachini con una  sconfitta pesante del suo Sassuolo, mentre  il Toro e l’Atalanta non vanno oltre un tranquillo pari che potrebbe aiutare alla conquista dell’Europa. Delude il Bologna in casa pareggiando con il Cagliari perché non sa dare continuità ai suoi successi. E’ tornata prorompente la Fiorentina che va a proporsi per una classifica lontana dagli affanno e chissà che il lavoro di Pioli non possa riservare alla Viola qualche soddisfazione imprevedibile al termine di un’estate polemica , infuocata e in cui i migliori sono andati via lasciando finalmente libertà al giovane Chiesa, un bellissimo gol, e la voglia di emulare e superare il padre, bomber di lusso



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