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FOCUS, NAPOLI JUVE E INTER SEMPRE INSIEME APPASSIONATAMENTE

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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La quarta non concede particolari esaltazioni limitandosi a una prestabilita tranquillità


di Federico De Carolis
In un campionato che cresce del 36%, alla faccia di chi vuole il calcio in crisi, le emozioni non mancano neppure in una giornata che non concede particolari esaltazioni. Va tutto secondo le previsioni più semplici e logiche lasciando la classifica com’era e proponendo auspicati sussulti in testa per mercoledì quando si scenderà ancora in campo. Napoli, Juventus e Inter sono ancora lassù tutte insieme, in attesa che confronti più consistenti permettano le prime avvisaglie e assottiglino la vetta occupata da troppi pretendenti. L’Inter addirittura si bea per una notte di un primato assoluto che ricorda la performarce di Spalletti che vinse lo scudetto in Russia con un filotto di successi nelle prime quattro partite. L’Italia non è la Russia e il sogno di una notte di fine estate, si spegne all’indomani quando le altre, vale a dire Napoli e Juventus vincono e convincono, con prepotenza, mettendo in luce i loro assi destinati a decidere le sorti future del primato. Il Napoli, al nono successi consecutivo, affonda il derelitto Benevento con un cinismo da grande squadra che non conosce pietà e commiserazione essendo entrata in una logica vincente che rappresenta la strada da seguire per arrivare al top.

Martens, l’oro di Napoli

E’ Martens il fromboliere napoletano, è Insigne la classe trasportata in campo foriera di un successo che sul piano personale non mancherà di avere riflessi in una Nazionale he deve conquistare attraverso i play off il lasciapassare pe la Russia. Il piccolo, grande bomber, va a calciare persino un rigore assatanato com’è di gol e di classifica tra i bomber che lo vedono alla pari di Icardi ma distane da Dybala. I due sono l’anima e la mente di un Napoli che attende ancora Hamsik per passare dai successi ordinari alla straordinaria lotta per il primato che sembra non essere ripetitiva della passata stagione. Ha imparato a non distrarsi e affrontare gli avversari come se si trattasse sempre della partita della vita. L’anno scorso non accadeva e furono perduti punti iniziali che sul piato della bilancia finale ebbero il determinante peso di consegnare su un piatto d’argento lo scudetto dei record alla Juve. Questa volta Sarri e i suoi hanno finalmente deciso che le distrazioni e le improvvisazioni sono ricordi cancellati e che non devono più tornare. Solo così si arriva a una meta agognata da anni da una piazza che con la sua passione e la sua edizione contribuirà sicuramente alla possibilità di un miracolo che è eufemismo chiamare tale considerata la forza, la vivacità e la bellezza di un gioco fruttuoso che sa unire spettacolo e praticità. Adesso girano tutti bene e l’unico pericolo può arrivare da cali di toni dovuti magari a stanchezza. Ma le alternative ci sono e sono valide per cui non sembrano esistere le preoccupazioni della passata stagione. Me verranno fuori altre magari, superabili però, con l’ingegno del tecnico e l’unità i tutta la squadra.

Dyabala megagalattico
La Juventus si prepari a un assalto in forza cui ha già saputo rispondere da par suo. Ha battuto il Sassuolo che negli anni passati le aveva reso la vita difficile e ha tirato fuori le giocate fantastiche e fantasiose del suo rappresentante più illustre. Dybala ha creato e realizzato mostrando la completezza del suo bagaglio che lo impongo all’attenzione europea e mondiale. Non vuole paragoni con Messi e ha pienamente ragione. Non per presunzione ma semplicemente perché ha una sua personalità che gli ha permesso di raggiungere livelli megagalattici. Già a Barcellona era stato l’unico, almeno nel primo tempo, a lasciar sussultare la difesa blaugrana. Non s’era mai perduto in una partita in cui non ha ricevuto se non pochissimi palloni dimostrando quando se ne è andato persino in difesa a recuperare palloni, non solo di capire i momenti delicati della sua squadra, ma di essere diventato juventino dalla testa ai quei piedi fenomenali capaci di bombe devastanti ma anche di carezze superlative a una palla con cui riesce a fare ciò che vuole. Se Allegri riesce a ottenere il meglio dal suo centrocampo, con il ritorno di Higuain al suo ruolo di bomber che non può trdare, la lotta sarà ancor più aspra del passato, ma ci sono ancora intatte tutte le carte in regola per un nuovo trionfo che magari non esalterà più di tanto i tifosi, tesi e delusi dal ricordo negativo di Cardiff, ma pronti a saltarsi per una nuovo non impossibile impresa che rientra nelle sue concrete possibilità.

Inter poker, Milan in ripresa

L’Inter sta lì, felicissima di esserci senza badare troppo alla forma e ai modi con cui è arrivato il successo di Crotone. Ha cambiato mentalità rispetto all’anno scorso. Il suo acquisto migliore è Spalletti. Sa di non poter avere pretese che sembrano impossibili e non si pone neppure il problema. Finchè la barca va si sta bene così. Potrebbe andare avanti con successi buoni o cattivi che siano ancora per lungo tempo presentandosi magari al derby a punteggio pieno. Li potrà misurare le sue forze reali. La potenzialità di questa stagione si misura dalla riconquista di un posto in Champions. Possibile e auspicabile. Poi, i destini potrebbero cambiare addirittura in meglio, I suoi cinesi, in un sussulto di forza economica e inventiva, avevano chiesto addirittura il valore di Messi quando si palava di disaccordi del fuoriclasse con il Barcellona. Boutade? Non ne sono capaci. Forse avrebbero fatto qualsiasi sacrificio, ponti per la prossima stagione. Adesso, con giovani che crescono, serve poco, ma di alta qualità. E, allora potrebbero tornare i tempi concretamente validi. Per ora va bene così, senza distrazioni, con volontà e spirito di sacrificio. Si può andar lontano e chissà che dopo tanto soffrire la Beneamata non tocchi già da questa stagione mete impensabili, ma pur sempre accarezzate dalla fantasia dei suoi tifosi.   
Il Milan si libera delle remore di una sconfitta pesante come quella di Roma e torna al successo. Pochi cambiamenti per stare a un passo della prime che non è necessario raggiungere per inserirsi in una lotta che non può ancora contemplarla, ma.. Sì c’è la possibilità di non venir meno al programma che vuole i rossoneri ancora una volta in Champions terreno preferito se resta la squadra con maggiori titoli seconda sola al Real. Non si sa molto della proprietà, ma una garanzia sicura arriva dalla spesa effettuata. Non si lascia tutto dopo aver immesso nel calcio qualcosa che più o meno si avvicina al miliardo di euro. Non ci si ritira, ma si continua e ci si potenzia.  Non sarà un altro miracolo cinese, si può ben pensare a sostituti consistenti. La parola adesso spetta a Montella e i suoi cui è drasticamente vietato ripetere debacle come quella di Roma. Il successo sull’Udinese è stato sofferto, non immeritato. Possono e devono crescere i rossoneri, in attesa di spiccare nuovamente il volo verso traguardi tradizionalmente competenti con la storia societaria.

Sorpresa Cagliari, Toro cambia

Se non ci sono stati sussulti in alto neppure in basso sono successe cose turche, L’eccezione potrebbe essere rappresentata dalla vittoria del Cagliari a Ferrara contro una Spal che soffre quando deve prendere l’iniziativa. I sardi comunque, dopo il ritorno della passata stagione, possono ben pensare a traguardi validi che li tenga lontani dalla lotta per la salvezza. Bene l’Atalanta che con il Chievo ha dato vita a una partita spettacolare, condita dal giusto intervento del Var. Non ha convinto il Toro. Mihajlovic con una squadra così e con un bomber come Belotti non può rinunciare al centrocampo. Lì in due sono pochi. Una formula da rivedere per una prudenza che prenda il posto della spregiudicatezza che paga e ha pagato poco finora. La Samp, nonostante l’impoverimento ha Gianpaolo su cui contare. E sarebbe ora che qualche grande magari delusa si accorgesse di questo tecnico che sa coinvolgere i giocatori nei suoi progetti che danno frutti insperati per chi non conosce la preparazione e la validità del tecnico. Già domani si torna in  campo con Bologna-Inter. Una squadra delusa dal risultato negativo di Firenze. Inter se non ritrovi il miglior Icardi, Handanovic potrebbe non bastare.



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