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DOPO LA PROVA FIACCA E POVERA CONTRO LA MACEDONIA EMERGONO GROSSI DUBBI

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
Tags: FOCUSNAZIONALEITALIAQUALIFICAZIONIPLAYOFFMONDIALI

Ma questa Italia andrà ai mondiali

di Federico De Carolis
Ci aggiungiamo ai cori? Tutti hanno condannato la Nazionale di Ventura, incapace di battere la Macedonia, pessima in tutte le sue componenti, spesso addirittura inefficiente persino nell’attuare le cose più semplici che il calcio ordina e che tutti conoscono. Diceva il professor Scoglio nella sua filosofia di vita vissuta: E’ facile criticare con il senno di poi, bisognerebbe farlo con “il senno di prima”. Nessuno aveva pensato che questa Nazionale che si permette di mandare in campo il signor Verdi, grande o piccola promessa che sia, ma pur sempre tale e solo tale, avrebbe trovato difficoltà insormontabili contro la Macedonia. Meritevole di rispetto sì, non certo all’altezza delle grandi e tradizionali rappresentative europee e mondiali. Noi ci siamo fatti bloccare in un pareggio che non può non destare scandalo ma che poteva essere finanche prevedibile nel ricordo della stessa partita di andata.

RICORSI STORICI

La ragione principale sta nella semplice constatazione che l’Italia attuale non può contare su un lotto di giocatori tali da poter competere alla pari con gli altri e non mi riferisco solo ai migliori. Dal secondo mondiale vinto passarono 40 anni prima che si arrivasse al terzo nell’82 con Enzo Bearzot. Ci fu una parentesi, da definire sicuramente felice, con Ferruccio Valcareggi nel 1970 quando ‘Italia fu battuta in finale a Città del Messico dal Brasile di Pelè e Rivelino. Il Ct e gli azzurri furono accolti a Roma con un nutrito lancio di pomodori quasi a dimostrazione della competenza calcistica dei tifosi dell’epoca e di quasi tutta l’Italia, scandalizzata dai 5’ lasciati giocare a Rivera, che non avrebbe cambiato il corso degli eventi pur giocando tutta la partita. Poi, abbiamo dovuto attendere Lippi per vincere in Germania. E da allora due eliminazioni al primo apparire in campo. Perché questo? Perché anche nelle Nazionali ha valore la riflessione filosofica sui corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico. E il ricorso attuale parla di una povertà veramente allucinante per il nostro calcio. Non abbiamo un solo giocatore degno di appartenere al numero esiguo dei fuoriclasse (forse Insigne spremuto da oltre un centinaio di partite di club). E’ vero abbiamo Immobile che segna a raffica nella Lazio, ma sicuramente non è neppure lontano parente di Paolo Rossi. La realtà è che non abbiamo gente capace di rappresentarci a determinati livelli. Il che sta a significare che, qualora riuscissimo a superare lo spareggio per l’ammissione, sicuramente in Russia non andremo lontano a meno di una grande fortuna e dell’emergere di qualche giocatore apprezzabile.

LE COLPE DEL CT

Dovevamo capire che l’Italia è impoverita paurosamente. Al contrario, dopo aver condotto un girone eliminatoria molto facile ma senza grandi esaltazioni, abbiamo pensato di poter far fuori la Spagna dimenticando che gli spagnoli avevano pareggiato in Italia e che noi siamo andati a Madrid per farli fuori schierando nientemeno che quattro punte. La più grande bestemmia calcistica dell’inizio di questo secolo. E questa è la colpa principale di Ventura che dovrebbe sapere, e lo sa come dimostra tutta la sua carriere d tecnico di club, che le punte segnano se supportate da un centrocampo intelligente, funzionale e capace di creare gioco. Altrimenti ne puoi mettere dieci in campo ma perderai sempre. L’altra colpa è quella di non aver messo sull’avviso gli italiani sull’impossibilità di battere gli spagnoli a casa loro. Pensava di vincere a Madrid dopo più di 40 anni seppellendo sotto una valanga di gol gli spagnoli? E non sarebbe stato forse meglio dire: sono di gran lunga più forti di noi, vediamo se l’Italia è capace di un miracolo. Così ci siamo ridotti a dover pensare a un punticino con l’Albania per disputare la partita di play off che potrebbe significare persino eliminazione se non si cambiano contenuti e pensieri calcistici.
 
STRANIERI E GIOVANI

Sui giocatori è inutile esprimersi.  Sono quelli i migliori su cui puntare anche se ci sarebbero alternative che non cambierebbero di molto la sostanza. Non mi posso soffermare quindi su determinate scelte, ma non vorrei neppure che si desse spazio a coloro che sostengono essere gli stranieri che praticano il nostro campionato a impedire ai giovani di emergere. La realtà è che non abbiamo più né un Del Piero, né un Totti o andando ancora a ritroso, non c’è un Baggio, un Baresi  via di seguito. E’ rimasto solo Buffon che proprio contro la Macedonia ha incassato un gol che difficilmente avrebbe preso solo qualche annetto addietro. E allora? Niente da fare pensando ai successi del passato se lo stesso Brasile ha perso l’ultima finale in casa propria e se la Germania ha spazzato via addirittura la squadra di Conte ai rigori, cancellando una tradizione che resisteva da tempi lontanissimi. Una Nazionale accettabile tornerà ancora perché il fascino del calcio è sempre più crescente e coinvolgente per i nostri giovani, ma non è mai facile trovare all’angolo di strada un Totti o un Del Piero o un Baggio o uno Scirea. Possibile che dopo un discesa così impietosa, si cominci a risalire con tenacia, passione e la fortuna di una crescita dei nostri giovani validi e tali da poter competere in campo internazionale. Adesso non ci sono e bisogna prenderne atto e fare di necessità virtù.
ANDIAMO IN RUSSIA

Intanto cerchiamo di battere l’Albania, strapazzata dagli spagnoli, che non andrà in Russia ma che contro l’Italia cercherà di mostrare un orgoglio senza pari che sicuramente non basta per far punti e creare difficoltà. Poi, oltre a augurarci che non ci capiti un avversario valido, speriamo che ci si renda conto che siamo arrivati a un livello molto basso qualitativamente e che bisognerà giocare la partita di ammissione con forza e determinazione senza mai pensare che gli altri, pur non avendo titoli e passato calcistico, siano facili da addomesticare. Il calcio è cambiato e la fatica e la volontà, ma soprattutto resistenza e velocità, hanno un peso preponderante sui risultati se lo stesso Portogallo, vincitore recente degli europei, sta facendo fatica per arrivare in Russia. Loro peraltro hanno un certo Ronaldo.
Noi per la prossima dovremmo riavere finalmente Verratti che in Nazionale non ha mai fatto sfoggio di un minimo della sua classe disperdendo la sua personalità e il suo valore tra mille rivoli di passaggi e passaggeti e rinunciando a una personalità che riesce a sfoggiare sempre nel PSG. Solo lui può cambiare qualcosa in tandem con un ritrovato Insigne, tanto che a giovarsi dell’ottima condotta dei due potrebbe essere anche Immobile. Ma se tutto ciò dovesse portare al meglio, non c’è da pensare di avere in tasca l’ammissione ai mondiali di Russia. Bisognerà sudarseli perché adesso, siamo solo un’Italietta del pallone che fa ridere i nostri avversari che non ci considerano degni di alcuna attenzione e soprattutto non ci temono come un tempo.



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