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FOCUS, IMPRESA NAPOLI, JUVE NON MOLLA

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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Mentre l’Inter mostra i suoi limiti e lascia il primato

IMPRESA NAPOLI, JUVE NON MOLLA

Gioco spettacolare e realistico dei napoletani  con un gol di Martens che ricorda Maradona e lo scudetto – La Juve batte la Fiorentina ma deve ritrovare Higuain e aggiustare il centrocampo. Sarà lotta a due per lo scudetto

di Federico De Carolis
Sarri mi ricorda la “rivoluzione” del ’68. Pochi sussulti e cambiamenti iniziali, poi quel rinnovamento per noi epocale e consistente in politica e nell’economia. Il Napoli mi è sembrato un giovane affamato e..affannato negli anni passati che vede finalmente concretizzarsi le sue idee trasformate in brillante realtà. Vince e offre uno spettacolo appagante e entusiasmante. La Juve non è più la sola dominatrice del campionato. Sarà molto difficile scalzarla dal suo ruolo di padrone assoluto del calcio italiano, ma non può permettersi di sbagliare neppure le virgole. Dovrà ritrovare il migliore Higuain, assestare la sua difesa che non vedono indebolita rispetto all’anno scorso ma soprattutto coordinare al meglio i suoi centrocampisti. Ha da sperare poi, nella vena di Dybala che resta un faro capace di illuminare tutti gli angoli della platea. Pioli, nella partita con la Fiorentina, ha cercato di imbrigliarlo al meglio cercando di chiuderlo sempre con tre uomini. Non ha avuto ragione, segno che un fuoriclasse di quella portata non si riesce a marcare  neutralizzare se solo trova qualcuno dei suoi spunti felici che lo pongono tra gli assi di tutti i tempi e di tutto il mondo. Personalmente non lo cambierei mai neppure con Messi. La Juve deve coordinare al meglio il suo centrocampo poi, almeno in Italia, torna quella di sempre. Basti o meno per la conquista dello scudetto per il momento è lì, a braccetto con i partenopei. Le due di testa hanno già distanziato l’Inter, di cui si conoscevano i limiti che Spalletti non può cancellare. Adesso un duello appassionante può durare fino allo scontro diretto o può lasciare sola una delle due in testa lla classifica, proprio in attesa di vedersela in un faccia a faccia che, e non deciso all’andata, avrebbe sicuramente le sue ripercussioni su una miriade di fattori che, sommati tra loro, potrebbero avere un peso determinante.

Esaltazione napoletana, realismo bianconero

Il Napoli che ha battuto la Lazio è stato qualcosa di meraviglioso. Ha divagato nella prima parte subendo il gol del vantaggio laziale, poi, è tornato a essere squadra con i suoi fuoriclasse, con i suoi ingegneri architetti e i suoi muratori trasformati in maestri d’arte di fronte alle necessità impellenti. Ha costruito il suo successo in un amen. Sono bastati un quarto d’ora per annichilire l’avversario, privo di pedine molto importanti. bisogna sottolinearlo, ma soffocati da gioco, corsa e schemi che hanno rasentato quella perfezione calcistica che non esiste. Poi, il capolavoro di Martens che ha eguagliato il pallonetto di Maradona ancora vivo nella mente dei tifosi napoletani. Un dominio assoluto di lì alla fine quasi a conferma di una squadra che non può temere intoppi se non se li crea e se continua su questi ritmi e con questa sete di successo che sa tanto di tempi felici e lontani. Vogliamo dire insomma, che non c’è più Maradona, ma c'è finalmente una squadra che marcia senza sosta che sta accumulando vittorie dalla passata stagione. Fa paura in definitiva per quello che sta dando e per quello che potrebbe dare ancora nel contesto di una crescita che sembra irrefrenabile.
La Juve è venuta a capo della Fiorentina sudando le proverbiali sette camice. Ha prevalso con un gol di Mandzukic. Ci sono state molte pause nel suo gioco, Higuain ha compiuto svarioni inconcepibili per un uomo ella sua classe. Passaggi sbagliati, tiri sconclusionati all’insegna di un nervosismo inconcepibile in un fuoriclasse. Forse avevano ragione i pochi che avrebbero voluto Icardi al suo posto, più giovane e meno costoso. Ma il momento negativo non è insuperabile. Ha la fiducia e l’incitamento del tecnico, la comprensione dell’ambiente. Forse un minor accanimento nella ricerca del gol gli permetterebbe di ritrovarlo cancellando un momento negativo che consideriamo solo passeggero. Ma La Juve al momento non ha solo il problema del bomber. C’è quello del centrocampo che non ancora trova le giuste misure, non ha interscambi memorizzati,  non riesce con facilità a riconquistar palla. Negatività passeggere sicuramente e che se finora non hanno influito sui risultati, potrebbero renderla ancora una volta sicura protagonista non appena questi piccoli problemi saranno risolti. Al tutto si è aggiunta l’assenza di Buffon. Non ha avuto conseguenze sul gioco, ma in quel ruolo  o si ha fiducia i Buffon o quella fiducia non c’è più e lo si dice a chiare lettere al giocatore. Il ruolo stesso non consente titolari intercambiabili. Occorre un decisione chiara: Buffon fino al termine del campionato o Buffon sin da ora in panca. Decisione che non ammette tentennamenti. Il ruolo è talmente delicato da non concedere alcun spazio a possibili dubbi.

Valori non esaltanti di Inter e Milan

L’Inter, come da copione esce fuori dalla testa della classifica. Ha salvato il risultato a Bologna dove è stato messo alle strette dalla squadra di casa tanto da lasciar dire a Donadoni che il rigore non c’era. La sentenza del tecnico rossoblù ha sicuramente più larghi significati che possono riassumersi con “il Bologna avrebbe meritato il successo”. No è un assurdo perché l’Inter a centrocampo balbetta, è lento, non riesce a contenere l’avversario, le sue ripartenze sono lente e prevedibili. Borca Valero non era da prendere se si pensava a una squadra diversa da quella dell’anno scorso. E’ rimasta praticamente la stessa con uno Spalletti capace di spremere anche le … rape e ottenere risultati tutto sommato beneaugurati. Adesso si parla di rinforzi. Basta un centrocampista capace di velocizzare l’azione e servire palle decenti alle punte, mentre qualcuno, come Candreva, comincia a arrancare dopo una partenza ottimale. L’Inter non può ripetere ancora campionati mediocri e avvilenti e Spalletti non riesce a ottenere di più laddove altri hanno avuto meno, molto meno.
Il Milan va, ma ha giocato contro la Spal. Era importante vincere, non servono trionfalismi accentuati che inneggiano a gioco e forza. Quelle bisogna dimostrarle giorno dopo giorno, impegno dopo impegno. Soprattutto non avere cadute che scatenano ira e giudizi contrastanti. E’ un’ottima squadra capace delle migliori imprese, non tali, almeno per il momento, di dar fastidio alle prime della classe. Montella ha dovuto sudare per raggiunge un minimo di coesione tra i vari reparti. Ha ancora molto da lavorare tanto meglio se riuscirà a farlo senza incorrere in sconfitte che in questo momento non sembrano essere all’orizzonte. Lo scivolone contro la Lazio è bastato e è stato cancellato da una ripresa  che migliore non poteva essere. Pensare oltre il terzo o quarto posto non è neppure concepibile.

Dezko e la Roma OK

Specie se si pensa a una Roma che sta vincendo, ha una partita da recuperare, ha ritrovato il miglior Dzeko e sta mandando a memori gli schemi di Di Francesco. Se non si fosse indebolita con alcune cessioni eccellenti adesso ne parleremmo come di una sicura rivale di Juve e Napoli. Ma non è detto che i giallorossi non possano crescere ancora e raggiungere i livelli della passata stagione.
Attenti all’Atalanta e al Toro. La prima vince con perentorietà il suo confronto casalingo, regalandosi una cinquina contro il Crotone, La balbettante partenza dei ragazzi di Gasperini può diventare un ricordo. La squadra non è attrezzata a grandi ambizioni, ma la provincia ha sempre regalato annate favolose e l’Atalanta è abituata a felici escalation anche continuativi. Il Toro, criticato per il successo di una settimana addietro, è andato a vincere a Udine, Mihajlovic sta unendo realismo a spettacolo e la sua classifica parla chiaro. Granata che tornano tra le elette? C’è il derby  e se…
Il Sassuolo le sona al superbo Cagliari che due successi consecutivi avevano reso sin troppo sicuro di se. Il calcio non contempla successi in base alla presunzione. Puniti giustamente i sardi, mentre la Samp non corre troppo ma non si lascia sorprendere da un Verona al dramma e tra le polemiche. Il Genoa si fa raggiungere da Chievo e rimanda ancora un successo atteso dai suoi tifosi che non amano lottare ancora con le paure. In basso la classifica si sta delineando come in alto, Nulla di decisivo per caità, ma certi sintomi di malessere potrebbero diventare cronici.



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