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IL NUOVO CALCIO DI ALLEGRI E UN NAPOLI CHE NON MOLLA

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Nulla di eccezionale nella sesta giornata di un campionato sempre più nel segno bianconero


di Federico De Carolis

Vedi la Juve contro il Palermo e pensi a una bestemmia tattica, rifletti e ti accorgi di avere a che fare con un grande tecnico che cerca nuove strade per il calcio. Chi avrebbe mai pensato che due come Mandzukic e Higuain potessero essere schierati insieme? Solo Allegri alla ricerca evidentemente di vie nuove, poteva decidere che due giocatori dalla stazza consistente potessero convivere al meglio. Gli va bene, anzi no, benissimo. Sono le contraddizioni del calcio difficilissime da intendere. Quasi nessuno infatti è riuscito nell’intento, ma forse, Allegri spiegherà un giorno le sue scelte, forse non ne avrà neppure bisogno perché ha già in tasca il sesto scudetto e, almeno, tre quarti della Champions. Se a questi successi aggiungete le sue scoperte, allora il quadro è esatto: è il più grande allenatore in circolazione.

   La Juve comunque ha vinto anche a Palermo. Senza la valanga di reti con cui ha sepolto il Cagliari, ma ha vinto e per i bianconeri è l’unica cosa che conta. La ricerca del nuovo comunque stava per costar cara se non ci fosse stato quell’autogol di Goldariga, ma le invenzioni costano sacrifici. Il Palermo avrebbe meritato il pari se fosse stato un tantinello più concreto, ma la Juve adesso viaggia con il vento in poppa, tra ricerche del meglio che sembrano il peggio, e primato in classifica. Figuriamoci quando rinuncerà alle innovazioni per scegliere formazioni tradizionalmente valide. L’anno scorso sembrava spacciata dopo le prime cinque giornata. Arrivò il quinto scudetto. Quest’anno che non c’è neppure una finta crisi iniziale forse riuscirà a battere persino qualche record assicurandosi magari il sesto scudetto.

Domani sarà a Zagabria in Champions.  Molti giovani hanno riposato, altri sono in  discreta forma quindi, si tratterà solo di aggiungere tre punti al primo conquistato contro il Siviglia senza gol nonostante un attacco atomico. Se non dovesse viaggiare su ritmi altissimi e conquistare la vittoria potrebbe esser messa in discussione persino il primato del girone che le spetta quasi di diritto per i giocatori su cui il tecnico può contare. Se qualche altro esperimento, con Dybala in campo magari come da antico copione, dovesse riuscire, allora tra strade nuove e antiche finirà per sbancare anche nella competizione che maggiormaente sta a cuore ai suoi tifosi.

Ha vinto anche il Napoli giocando piuttosto bene e già sono tornate le voci di scudetto non ancora assegnato. Sarri è un allenatore normale non ha mai provato a inventare ma ha svolto con grande fatica i suoi compiti. E volete che sia premiato? No, non può vincere perché dove non arriva la normalità ci pensa Allegri a cancellare le forze altrui. Ammirevole comunque il Napoli che continua imperterrito nella ricerca del successo. Hai visto mai se a una corazzata imbattibile si apre qualche foro e finisce per affondare? Napoli non mollare, non si sa mai e chissà che non sia ancora una volta premiato.

Roma è solo un infortunio?

La Roma forse ha qualche problema. Il successo sul Crotone non è seguito da quello con il Toro che, pur ridimensionato nelle presenze, segna tre gol ai giallorossi che salvano la faccia con Totti. C’è qualcosa che non funziona come Spalletti vorrebbe, mentre l’aria si fa sempre più pesante. Comanda Totti che sta dimostrando di essere ancora il migliore a quarant’anni. Se è così, c’è davvero da sottolineare che gli altri non sono davvero all’altezza della situazione. Auguriamoci che si tratti di un infortunio, ma la porta delle illazioni è aperta anche a altro. Certo gli equilibri dei giallorossi non sono tali da consentire di credere in un campionato di testa. In avanti Dzeko è ancora un oggetto misterioso, mentre una difesa che incassa tre gol si apre troppo facilmente a avversari che non sono neppure fulmini di guerra.

Il Milan riemdia alla delusione cinese, l’Inter è sempre discontinua

Milan e Fiorentina finiscono per spartirsi la posta in un duello acerrimo ma senza grandi esaltazioni. La viola non ha saputo sfruttare un rigore e la partita è rimasta sui binari di un sano equilibrio. Forse la Fiorentina ha finito pe rimetterci qualcosina ma il Milan dopo le delusioni cinesi meritava  almeno un pareggio consolatore.

  Quanta bontà nell’Inter. A Milano c’era il presidente del Bologna Saputo che festeggiava il compleanno e i nerazzurri hanno pensato di non punire i rossoblù. Anzi è stata la squadra emiliana a partire all’assalto e costringere i padroni di casa all’inseguimento. Questa volta, quasi in vacanza Icardi, ha provveduto Perisic a agguantare il apri che è sempre meglio di un ulteriore tonfo.  La continuità è qualcosa di sconosciuto per l’Inter.

 Da segnalare il nuovo pari del Pescara che ha raggiunto il Genoa quando questi era rimasto in nove così come accadde con il Toro. Sembra squadra predestinata alla salvezza questo Pescara nonostante le sue lacune, visto che gli arbitri e gli avversari concedono immensi favori. Intendiamoci le due espulsioni c’erano tutte, così come c’erano quelle contro il Toro, gli è, forse, che la velocità di gioco dei pescaresi costringe spesso gli avversari a recuperare commettendo falli a volte grossolani da cui le meritate espulsioni. Con una punta e un difensore, insieme alla buona stella che l’accompagna, forse potrebbe andare ben oltre la salvezza.

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