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LA CHAMPIONS DELLE ITALIANE, ROMA PUOI ESSERE VERAMENTE DA CHAMPIONS

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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Mentre la Juve non va oltre un misero pareggio. Solo il Napoli mancherà all’appello per il prossimo turno

Roma, puoi essere veramente Champions

Potrebbe arrivare addirittura in finale come accadde contro il Liverpool perché Di Francesco ha saputo darle gioco  spettacolarità insieme a equilibri ottimali – I bianconeri mostrano di avere problemi in tutti i reparti e soprattutto devono far fronte a un caso Dybala. Non esiste ufficialmente, ma il fuoriclasse potrebbe pensare seriamente al Barcellona – Solo un Insigne super non basta ai napoletani


di Federico De Carolis
La Roma strapazza il Chelsea di Conte e si pone in pole position per la qualificazione. Ha pensato El Shaarawy a condannare subito la squadra di Conte che, dopo questo insuccesso, potrebbe persino rimetterci le penne. I giallorossi hanno dato vita a una partita impeccabile ribadendo che la guida di Di Francesco potrebbe regalare al campionato un undici senza confini. Non solo, un passato lontano e felice, potrebbe riportare i giallorossi addirittura a una finale che persero con Liedholm in panca contro il Liverpool e per giunta ai rigori. I giallorossi non sono abituati alle competizioni internazionali, ma il suo tecnico si. L’anno scorso si comportò benissimo in Europa addirittura con il Sassuolo. Già la qualificazione quest’anno al successivo turno significherebbe un incasso senza precedenti per la società, da riversare subito sul mercato di gennaio. A quel punto ci sarebbe una squadra completa e tale da risultare competitiva a tutti i livelli. Se, poi dovesse riuscire a salire ancora in Champions si potrebbe parlare di una nuova era romanista, capace di inserirsi nel novero delle migliori squadre europee con ricadute di notevole pregio sul campionato nel quale si trova in ottima posizione di classifica e con una partita in meno.
Non vogliamo tediare i nostri lettori sulle prospettive giallorosse, è certo che questo Di Francesco, anche se non deve dimostrare più nulla, è riuscito a ridare alla squadra almeno la stessa compattezza dello scorso anno aggiungendovi un gioco che se ancora non raggiunge la spettacolarità di quello del Napoli, gli sta molto vicino. Segnare tre gol contro un avversario che si chiama Chelsea non capita tutti i giorni e men che meno dimostrare un cipiglio e una sicurezza sconosciuti finora in una squadra che all’inizio, vedi sconfitta con l’Inter, stentava a evidenziare le sue qualità. Adesso non solo è tornata grande, ma il suo gioco appaga largamente il tifoso. Nel tabellino della partita non appare il nome di Dzeko tra i marcatori. Significa che il bomber è il più temuto e riceve attenzioni particolari dagli avversari, ma sta a dire anche che quando tornerà anch’egli ai suoi standard di bomber, accettabili peraltro finora, questa squadra non dovrà temere nessuno. La dimostrazione di gioco, concentrazione e determinazione evidenziati contro il Chelsea la pongono tra le più temibili avversarie di Napoli, Inter e Juventus nonché di quella Lazio che ha già sbalordito e ha voglia di farlo ancora.

Juve, tante piccole o grandi contraddizioni
La Juventus non è andata oltre il pareggio contro lo Sporting di Lisbona. Passerà sicuramente il turno, le bastano tre punti, ma ha ancora tanti problemi. A centrocampo, in difesa e in avanti. E non è certo il gol incassato a Lisbona a dettare questo giudizio. Se si va a esaminare il reparto arretrato ci si accorge che non è più quello ermetico che sapeva opporsi e frenare qualsiasi avversario. Non è tanto la perdita di Bonucci quanto un giocare senza interferenze insieme al dover ritrovare al più presto alcuni elementi. Molto probabilmente Marotta sarà costretto a intervenire a gennaio per riportare il reparto al suo rendimento migliore. Il centrocampo non si comporta come ci si attendeva dallo spostamento in avanti dell’intero reparto. Sbagliano troppi palloni e recuperano poco rispetto alla passata stagione. Forse pesa ancora l’assenza di Marchisio,già ritrovato fisicamente e che ci attendevamo tornasse in campo a Lisbona, almeno perla parte finale della gara. Così non è stato e con un Pjanic non certo all’altezza della sua fama, tutto il reparto ha finito per sopprimere l‘invadenza e la la dinamicità degli avversari. Ma non può essere lui il capro espiatorio per un settore che trova buone giocate d’appoggio senza continuità, specie perché ai centrocampisti si aggiunge per dovere di.. contenimento quell’Alex Sandro che in un ruolo non suo, non è davvero capace di rendere al top. Poi, lì davanti a un ritrovato Higuain, autore della rete del pareggio, non si affianca certo il migliore Dybala, autore di una partita appena sufficiente. La sua classe è incommensurabile, la dimostrazione della stessa nell’ambito delle ultime partite ha lasciato molto a desiderare. Si sta accendendo qualche spia che esula dai risultati. Può darsi che non si senta a propri agio con Allegri che dichiara di stimarlo molto, ma che lo sostituisce troppo spesso. Può darsi ancora che le sirene del Barca stiano ancora squillando e che lui si senta attratto da Messi e dalla possibile sostituzione di Neymar. Può darsi ancora che la Juve abbia già deciso di non resistere come si conviene a una grande società, al fascino dell’offerta dei blaugrana. Moggi con la cessione di Zidane cambiò tutta la squadra e cominciò a vincere a mani basse tanto che nessuno ha mai potuto credere, prima e dopo il processo e la condanna all’ex dg, che  la Juve fosse stata aiutata più degli arbitri. Era una squadra fortissima, come lo è l’attuale con Dybala. Pensare a una fotocopia della cessione di Pogba sarebbe una scelta misera che non troverebbe alcuna giustificazione se non la volontà juventina di ritenersi forte anche senza fuoriclasse. Per il momento comunque Allegri può guardare con fiducia la situazione passibile di qualsiasi miglioramento. Ma la fiducia non può prescindere dai risultati. E quello di Lisbona ha lasciato suonare più d’un campanello d’allarme.

NAPOLI, PECCATO
Il Napoli perde contro Guardiola e si avvia a dire addio al prossimo turno di Champions. La prima sensazione negativa  è arrivata dal mancato raddoppio iniziale della squadra di Sarri. Poi, c’è stata la rana della difesa e del centrocampo. Resta la sensazione che con una migliore applicazione difensiva e  la conoscenza della forza dell’avversari avrebbero potuto riservare un destino più consono ai valori espressi in campo.  E un pareggio alla fine non sarebbe stato un riultato ingiusto. Il Napoli quindi, paga la sua inesperienza internazionale, forse anche quell’eccesso di confidenza concessa a un avversario comunque tra i migliori d’Europa. Una  sconfitta che non ridimensiona la squadra ma dovrà essere valutata con attenzione affinchè non si ricada negli stessi errori in campionato. La possibilità di conquistare lo scudetto c’è tutta, con il vantaggio che si tratterà dell’unico impegno stagionale. Adesso che non ci saranno più impegni infrasettimanali, c’è la possibilità di prepararsi meglio. Ma niente sarà facile, anzi la lotta divamperà ancora più cruenta e bisognerà tenere i nervi ben saldi per farcela. Specie se De Laurentis allarga i cordoni della borsa per una panchina più consistente.



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