FOCUS, IL NAPOLI SOLO IN TESTA AUTORIZZA ENTUSIASMI NUOVI - PRONOSTICI SCOMMESSE E SISTEMI, NEWS E INFO SUL BETTING - Totocorriere

scritta totocorriere
nel settore delle scommesse sportive
Vai ai contenuti

Menu principale:

FOCUS, IL NAPOLI SOLO IN TESTA AUTORIZZA ENTUSIASMI NUOVI

Totocorriere
Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
Tags: FOCUSCAMPIONATO7°GIORNATARISULTATISERIEA

La Juve si ferma  a Bergamo contro un’Atalanta che supera se stessa

IL NAPOLI SOLO IN TESTA AUTORIZZA ENTUSIASMI NUOVI


di  Federico De Carolis
La settima giornata regala un nuovo assetto alla classifica. Napoli in testa, Juventus e Inter a inseguire. Poi, Lazio e Roma. La prima sorpresa in un pomeriggio autunnale quando cominciano a cadere le foglie e la Lazio seppellisce sotto una valanga di gol il Sassuolo. Il punteggio diventa tennistico con Immobile che segna di rigore nei tempi di recupero. L’Inter, intanto, sempre brutta e quasi inguardabile, soffre e vince a Benevento. Sono le prime pietre miliari di una classifica in pieno sconvolgimento. Sì, perché subito dopo, è il Milan  a cadere sotto i colpi di una Roma che, proprio a San Siro, ritrova vena e gioco e vince anche se i rossoneri possono accampare più qualche rimpianto.

Napoli e Juve, giorno e notte

La notte sembra portar felici consigli. La Juve che ha ritrovato Higuain, si fa per dire, mette subito sotto l’Atalanta. Due gol e la partita appare incanalata sui binari della normalità. La squadra di Gasperini però, ribalta tutto e ottiene il pareggio. Non mancano le polemiche juventine, c’è anche un Dybala frastornato che sbaglia un rigore ma il risultato è quello che ha offerto il campo più o meno giusto che evidenzia  la voglia di non arrendersi mai di quella simpatica canaglia calcistica che è l’Atalanta. Per la prima volta in questa stagione, i bianconeri hanno perso il primato e si trovano a inseguire. Segnale di una recessione dopo sei anni di dominio assoluto? Non c’è da giurarci, almeno per il momento. La nuova classifica porta beatitudine e speranze più concrete  ai napoletani, ma non è lecito pensare che ci sia stata una svolta epocale. Bisognerà attendere almeno la conclusione del girone d’andata per avere le idee più chiare. E’ certo che se il Napoli continua così, a   breve scadenza le rimembranze lontane potrebbero di nuovo trasformarsi in realtà. E’ tornato persino Hamsik con un gol che lo solleva nel morale e ne esalta una condizione fisica appena ritrovata. Napoli sì davvero “na cosa bella”, almeno per ora con quel tuo gioco che spesso ha del fantastico,  che è stato mandato a memoria, che ha permesso di fare sette centro su sette quel che non è riuscito neppure a Madama. Insigne non è Dybala. Si è preso poche vacanze in questo inizio di campionato. Hamsik è tornato al gol, Mertens ha segnato ancora. Il Napoli è in buon salute. Magari ha perso qualcosa rispetto a due giornate addietro, ma ha acquisito una nuova mentalità: quella del successo a tutti i costi. Era facile liberarsi del Cagliari, non lo era proseguire con la vivacità di sempre. E, allora, ecco la strada del realismo, condita da quello spettacolo, diventato solo a tratti avvincente. Non che siano scemati i consensi. Non era che appena iniziata la partita e già sugli spalti si faceva festa. Un’altra squadra si sarebbe messa in attesa di nuovi sviluppi. Per questo Napoli le attese non esistono. Deve tenere sempre l’iniziativa concedere nulla o quasi all’avversario e camminare e correre e segnare. Reggerà? Non si risponde adesso a una domanda del genere, si prende solo atto di una forza che non è seconda a nessuno di una volontà che sembra  accompagnare tutti i protagonisti di questa felice cavalcata. Sarà difficile per gli altri demolire quello che è stato costruito con pazienza e competenza da Sarri. L’anno scorso si perdeva tempo e punti contro le squadre di medio e piccolo calibro: quest’anno non si lascia a nessuno neppure le briciole. E’ il segnale di una mentalità nuova e avvincente per un pubblico che si entusiasma sempre più. Potrebbe essere il segnale di un ribaltone cercato e voluto, dopo anni di astinenza.

Juve, la rabbia e la ... ripresa

La Juve ha pareggiato con l’Atalanta.Pensava di avercela fatta. I suoi tifosi smadonnano per qualche errore arbitrale, ma la Var questa volta è andata bene. Come Higuain, non come Dybala. Il fuoriclasse ha svagato troppo, non è stato molto pungente. Il resto l’hanno fatto un centrocampo ancora con qualche battuta d’arresto che potrebbe essere avere un suo peso nel momento del redde rationem. Non si può e non si deve vincere sempre, altrimenti il campionato perde tutto il suo fascino che non riacquisterà sicuramente abbassando il numero delle squadre da 20 a 18. Calcolare, per favore quando perderanno in incassi le società perché perché le tv sicuramente abbasseranno il prezzo avviate come sono a una contestazione che per il momento riguarda solo gli orari delle partite.
Che non si possa e non si debba già parlare di crisi Juventina è un dato di fatto che viene scrutando il recente passato. Le squadre di Allegri, Juve compresa, hanno sempre faticato nella fase iniziale. Due anni fa persero addirittura con l’Udinese, ma poi, non la fermò più nessuno. Perché chi veste bianconero sa benissimo che se non si vince lo scudetto essere secondi o penultimi praticamente è la stessa cosa.

L’Inter oltre le attese, Milan all’inferno

Non va forte l’Inter, anzi a Benevento ha finito per capovolgere i suoi momenti migliori, assicurandosi il successo nella fase iniziale. Poi, ha sofferto, è diventata svagata, ha permesso al Benevento di segnare la sua seconda rete dall’inizio del torneo. Ma se una squadra gioca male e vince, se avrà un minimo di miglioramento potrebbe non solo raggiungere l’obiettivo prefissato a inizio di campionato quando si parlava di un Inter che avrebbe compiuto il suo dovere conquistando un posto in Champions, adesso c’è chi giura che, grazie a Spalletti, potrebbe aspirare anche a qualcosa in più come un secondo o terzo posto
Il Milan le prende in casa dalla Roma. Si parla di crisi, si parla di Montella. Ogni decisione è rimandata al derby, ma qualcosa non funziona in casa rossonera. Nessuno dei nuovi acquisti ha finora convinto, segno evidente di una mediocrità iniziale, i giovani sono spesso soggetti a annate non convincenti, oppure c’è dell’altro a non funzionare. Montella rischia anche se gli è stata confermata la fiducia. Uno scivolone nel derby lo porrebbe fuori dai giochi.

Lazio grande, Roma grandissima

La Roma è andata oltre ogni previsione tanto da far gioire Pallotta. Il lavoro di Di Francesco si vede anche con essenze sostanziose. C’è Dzeko ch è inafferrabile per Bonucci e soci, ma ci sono stati anche gli altri a contribuire a un successo che è stato corale e di quadra e che potrebbe essere foriero di grosse soddisfazioni future. Perché non pensare quindi a una Roma capace di dar fastidio a chi ora comanda la classifica? Non va dimenticato che i giallorossi hanno una partita a recuperare che potrebbe portarli al secondo posto addirittura e con una squadra indebolita rispetto alla passata stagione.   
Non si può parlare di sorpresa per quel che riguarda la Lazio di Inzaghi, ma sommergere il Sassuolo con un punteggio tennistico la dice lunga sulle possibilità di Immobile e soci. Proprio l’attaccante principe ha dovuto accontentarsi nel giorno del punteggio tennistico di un gol su rigore, ma significa poco. Immobile segna quando gli altri non riescono il che significa che Inzaghi può contare su elementi intercambiabili e talmente forti da lasciar credere che questa Lazio non solo tornerà in Europa, ma potrebbe anche arrivare a qualcosa in più. Tare fa sempre un ottimo lavoro e i risultati si vedono.

Bologna ok, Toro deludente

Torna sugli scudi il Bologna che inguaia il Genoa, non va oltre il pareggio quel Toro che pretende l’Europa che bisognerà guadagnarsi lottando con le unghia e con i denti. E’ tornata al successo l’Udinese anche se tre rigori, magari anche giusti, sono troppi da sopportare. Crotone e Spal si sono divisi la posta che tornerà utilissima a una delle due nel momento della conta finale, mentre perde la Fiorentina con il Chievo. El cholino fa il suo dovere, ma Pioli dovrà registrare i vari reparti a cominciare dalla difesa.

La Nazionale

Torna la Nazionale per due partite che ne decreteranno il sicuro ingresso ai play off dai quali bisognerà uscire vincitori per non essere cacciati via dal mondiale di Russia. Ventura ha già detto che sarebbe un disastro per l’azzurro essere esclusa dal mondiale. Il calcio italiano non riesce a esprimere quel fuoriclasse capace di prendere e condurre per mano al successo tutta la squadra. C’è una grande curiosità per vedere l’Italia all’opera e speriamo che alla fine non ci siano musi lunghi. Perché se la qualificazione per gli spareggi non sembra stare eccessive preoccupazioni, ne desta il prosieguo dopo l’ammissione. Ma vediamo come si comporteranno gli azzurri contro l’Albania poi speriamo che anche il resto vada bene.



Nessun commento


Privacy Policy
© Tutti i diritti riservati 2013- 2018
Cookie Policy
Torna ai contenuti | Torna al menu