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NERAZZURRI SECONDI E CAPACI DI CONQUISTARE 29 PUNTI IN 11 PARTITE

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
Tags: INTER11°GIORNATASERIEARISULTATIVERONA

Lo gridano in coro i tifosi interisti dopo il successo di Verona

Spalletti facci sognare

Nerazzurri secondi e capaci di conquistare 29 punti in 11 partite: non era mai accaduto nella storia dell'Inter. E se trovassero anche un gioco spettacolare …



di Federico De Carolis
Che Inter, gente. Gioca poco oltre la sufficienza, ma ottiene il record di punti della sua storia. E se giocasse anche bene? Nessuno osa candidarla allo scudetto e tutti dicono che le manca ancora qualcosa. E’ vero, manca ancora qualcosa, ma continuando così potrebbe anche farcela e al diavolo se quando vince non ottiene i consensi delle altre che comandano la classifica. Ha prontamente scalzato Juventus e Lazio dal secondo posto per assidersi solitaria alle spalle del fantastico Napoli. Rifugiamoci allora nel lavoro di Spalletti non per dire che è stato ottimo ma che, continuando così, chissà che non arrivi laddove nessuno osa ancora credere. Il tecnico uno scudetto tricolore non l’ha ancora vinto, ma è andato a prenderselo da altre parti, in Russia. Adesso gli manca solo questo alloro italiano per porsi alla pari dei grandi “maestri”che hanno caratterizzato e caratterizzano la storia del nostro calcio. Ce la farà?
Penso che questo campionato comincerà a farsi capire solo dopo i primi confronti diretti. L’Inter ha già giocato con Napoli e Roma venendone fuori senza danni, anzi. Se riuscisse a fare lo stesso con Juventus e Lazio, chissà che le previsioni non possano diventare molto più ottimistiche delle attuali che sono oltremodo soddisfacenti. Il salto per acquisire un titolo tuttavia diventa anche questione di mentalità. Quella vincente sembra averla, adesso  dovrebbe conservarla e attuarla a lunga gittata. Dovrà vincere sempre? Per la Beneamata è quasi un obbligo, soprattutto è un dovere per Spalletti far sognare quei tifosi da troppi anni maltrattati da società e tecnici.
A Verona, non c’è stata una squadra trascendentale ma largamente utilitaristica che è riuscita a non disunirsi dopo il rigore e il gol degli scaligeri. Significa che non c’è un morale fragile e che Borja Valero non sarà un grande capace di risolvere le situazioni, ma quando ci si mette riesce persino a fare gol scacciando la necessità urgente dell’acquisizione in gennaio di un rifinitore. Crediamo però. Che questo sforzo sia necessario, il che non escluderebbe nella maniera più assoluta un giocatore della sua classe. Sì, perché l’Inter che sa ripartire e difendersi, ancora non riesce a imbastire quelle azioni d’attacco che coinvolgono tutti. Icardi deve affidarsi sempre all’occasione isolata o al colpo di testa, mai che possa dar vita a qualche triangolazione partecipativa. Se la gioca spesso  e solo con i cross di Candreva o di qualche altro a caso. Se trova questa linea nuova allora Napoli e Juventus non possono pensare a vincere con semplicità,ma dovranno farlo pensando e in termini piuttosto concreti a questo nuovo avversario.
A Verona, i problemi di crescita e di gioco ancorati alla spettacolarità, sono risolti ancora una volta da due gol cercati con forza e risultati possibili al di fuori di una manovra lineare, tanto per non fare esempi, come accade sempre nel Napoli. Qui non si tratta solo di bel gioco capace di strappare applausi, ma pensiamo che proprio dal bel gioco e dalla sua spettacolarità possono arrivare successi concreti e continuativi. Intendiamoci non è una critica questa, all’indomani di un successo difficile come la stessa partita ha finito per dimostrare, ma un proiettarsi in un futuro non diverso nei risultati, ma tale da lasciar credere che anche l’Inter è una squadra vera che non fa riferimento all’individualità dei suoi campioni, e ne ha davvero, ma a un gioco di squadra che da sempre laurea campioni portando a successi nazionali e internazionali.
Domenica dovrà vedersela con il Toro. Uno scontro ad altissima frequenza agonistica, ma anche una partita da vincere a tutti i costi nonostante la ripresa dei granata, che stavano per precipitare in una paurosa crisi. Qui il potenziale delle squadre è differente, ma Spalletti sa ben ricordare cosa è successo nel passato campionato e cosa far contro avversari che proprio contro l’Inter finiscono per ingigantire.



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