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JUVE E ROMA QUASI QUALIFICATE, DUBBI PER IL NAPOLI

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
Tags: championsrisultatigiornata
Il turno di Champions non è stato molto favorevole ma …

Juve e Roma quasi qualificate, dubbi per il Napoli


di Federico De Carolis
Possono farcela tutte e tutte possono uscire fuori dalla Champions. La fiducia comunque è massima per Juventus e Roma. Lo Sporting di Lisbona dovrebbe vincere a Barcellona e i bianconeri perdere in Grecia per non farcela, mentre alla Roma di Di Francesco manca solo un punto che può facilmente conquistare. Due passano quindi nel rispetto di una logica calcistica che non dovrebbe comportare sorprese, il Napoli, nonostante un successo convincente e cristallino deve contare su alcune situazioni favorevoli e, soprattutto sull’impegno degli inglesi. Potrebbe non farcela, ma non sarebbe sicuramente una tragedia. Sarri, la società, i tifosi hanno un obiettivo ben più consistente per questa stagione: lo scudetto. E tutto, almeno finora sembra favorire un’ambizione che affonda le radici già dall’arrivo del tecnico. Non è questo tuttavia il momento di tornare su previsioni che attendono gli ultimi scontri diretti per aprirsi a più consistenti realtà.
L’ultimo turno di Champions ha confermato quello che già si sapeva: non siamo gran che competitivi in questa manifestazione anche se tuttora può resistere la convinzione che siano almeno in due a superare il turno, cioè Juventus e Roma. Poi, si vedrà. E’ certo che nell’anno dell’eliminazione mondiale il successo di un nostro club in Champions potrebbe ridarci un minimo di credibilità. Se non arriviamo in alto neppure da queste parti, allora sarà difficile per chiunque risollevare le sorti del nostro calcio. In attesa di conoscere il destino del Napoli che dipenderà tutto da quel pizzico di fortuna che non ha avuto sul campo a guardare le altre due non si può essere gran che … Allegri. La Juventus infatti, contro un Barcellona che rinuncia addirittura a Messi, non riesce a battere i blaugrana. Dybala non indovina il tiro vincente e Higuain si dedica solo a una corsa sfrenata senza trovare il modo di inserirsi in un’azione letale per l’avversario. In Champions sembra trascinarsi dietro una specie di maledizione che consigliò il Real a disfarsene.  Forse ha ragione Marotta quando sostiene che c’è bisogno ancora di tempo per tornare alle felici esaltazioni in campionato e in Champions, le certezze attuali sono tuttavia misere. Dybala che non sposa a occhi chiusi il suo futuro in bianconero rappresenta il simbolo di un disagio che si estende a tutti i reparti. Il fuoriclasse argentino mal sopporta le alternative che Allegri accentua di volta in volta tenendolo a volte fuori, altre richiamandolo dal campo. Un fuoriclasse non tira fuori le sue zampate vincenti con l’orologio e i minuti in scadenza: può farlo in ogni momento, ma deve poter contare su una fiducia illimitata. Non ce l’ha, lo sente e l’ha anche acquisito tanto da essere tra gli insoddisfatti. La stessa difesa presenta un punto oscuro proprio nel suo uomo maggiormente rappresentativo: Buffon. Il portiere in tutte le squadre del mondo è una certezza: nella Juve Buffon deve rinunciare a molte partite finora 5 che certo non aggiungono molto ai suoi entusiasmi scaduti dopo l’eliminazione dal Mondiale. Poi c’è Alex Sandro, forse voleva andarsene e avrebbero fatto bene a cederlo, ma è certo che le sue prestazioni, anche per mancanza di continuità nell’utilizzazione, non sono quelle d’un tempo. Non parliamo poi, del centrocampo  sotto posto a continue e, a volte, strane rotazioni. I giorni degli esperimenti possono durare per poche partite, poi restano solo pochi ritocchi da fare a seconda elle condizioni fisiche. La Juve mette tutto e sempre in discussione. In Italia queste scelte hanno pagato finora perchè era la squadra più forte, adesso non sovrasta le altre concorrenti allo scudetto, quindi le conclusioni del momento non possono essere positive.
La Roma va benissimo così e la sconfitta di Madrid non inficia la sua qualificazione. Di Francesco ha svolto un lavoro soprattutto sul piano psicologico davvero notevole.  In Champions non è più la squadra che partecipava senza avere ambizioni. Con lui si è messa in pole position per essere presente in questa competizione anche alla ripresa. E’ un successo che non arrideva ai giallorossi da tempi memorabili e chissà se il tecnico non possa copiare Liedholm che arrivò a disputare una finale di Champions e fu sconfitto ai rigori dall’allora dominante Liverpool che sulle scena europea non temeva confronti. Forse l’impresa non ripetibile nell’immediato, ma questo tecnico dalle idee chiare e con una preparazione eccellente è l’unico che potrebbe portare a Roma il primo successo in campo internazionale.



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