SERIE A, NAPOLI ADESSO NON FERMATI PIU' - PRONOSTICI SCOMMESSE E SISTEMI, NEWS E INFO SUL BETTING - Totocorriere

scritta totocorriere
nel settore delle scommesse sportive
Vai ai contenuti

Menu principale:

SERIE A, NAPOLI ADESSO NON FERMATI PIU'

Totocorriere
Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
Tags: 13°GIORNATASERIEARISULTATIFOCUSNAPOLISCUDETTOINTER
Campionato, sugli scudi la Samp e Giampaolo che battono la Juventus

NAPOLI, ADESSO NON FERMARTI PIU'


di Federico De Carolis
Il Napoli mette le mani sullo scudetto. Si libera del Milan senza concedere neppure l’onore delle armi. Lo sovrasta e lo domina, giocherella quasi scherzosamente con la sua difesa e con il suo centrocampo, rende inoffensivo il suo attacco (appena un tiro in porta nel primo tempo). Il suo vate è Insigne che mostra a chi ancora avesse conservato qualche dubbio sui suoi valori universali, quanto sia stata malpensata e atrocemente pagata la sua esclusione dalla Nazionale. Adesso questa squadra dalla tradizionale simpatia conferma quel gioco e quella dinamicità che solo  un mixer di classe e tecnica sopraffini, di equilibrio e sicurezza possono elevare a vette mai raggiunte, forse neppure quando c’era Maradona e vinceva i suoi scudetti. Allora, era il Migliore a decidere delle sue sorti e dei suoi successi, adesso c’è una squadra insieme a individualità di gran prestigio. Il Napoli che avanza i suoi diritti tuttavia, non può togliere la copertina della giornata a  Marco Giampaolo. Ha regalato ai tifosi della Samp un successo storico, sta portando i blucerchiati su posizioni che nessun pronostico assegnava. E’ una squadra che non ha assi, ma che segue, come l’anno scorso il suo tecnico, il suo gioco, le sue direttive. E così sono arrivati risultati che la impongono all’attenzione del disastroso calcio nazionale.
L’Inter torna al secondo posto con il successo sull’Atalanta. Sembra la posizione che maggiormente si attaglia a Spalletti che tenterà di tutto per scrollarsi di dosso questa specie di … benedizione che l’accompagna dai tempi della Roma. Per la Beneamata l’attuale posizione è di quelle bastanti per entusiasmarsi dopo anni di privazioni e delusioni. Può darsi che cambiamenti di quest’anno possano portare lontano. Per le risposte concrete e valide bisognerà attendere ancora qualche confronto d’alto bordo. C’è solo una certezza al momento:non si è chinata di fronte a nessuna delle grandi dimostrando di non essere inferiore a nessuno. Deve fornire ancora però ulteriori riprove, che arriveranno sicuramente con quell’Icardi che è sempre in crescita e mostra sempre più la sua straripante vogliad’esseresimbolodiuna squadra e di una forza ritrovati.
Sugli scudi anche la Roma che ha vinto il derby e che l’ha fatto soprattutto con il gioco, moderno e funzionale che in pochissimo tempo è riuscito a darle Di Francesco, altro tecnico ricercatore di modernità e  novità mandate a memoria da una squadra cui forse finora erano mancati sprint e convinzione per stare in alto e poter pensare anche a felici esaltazioni. Quello con la Lazio è stato un derby solo per i tifosi, non per il gioco, la dinamicità e la concretezza. Arriverà allo scudetto? Forse se non avesse dovuto patire l’inizio chissà, ma mai dire mai specie quando la Juventus mostra limiti sconosciuti che solo un successo sul Barcellona in Champions potrebbe ridimensionare se non eliminare. Per questa prova dei giallorossi, la Lazio non può e non deve piangere più di tanto. Può riprendere la sua marcia e conquistare posizioni di largo prestigio se non un posto in Champions per la prossima stagione.

NAPOLI CHI POTRA’ FERMARTI?
Torna  essere travolgente e entusiasmante la marcia del Napoli che fa fuori il Milan che si pone fuori del giro delle grandi. Può recuperare certo, in un campionato che ha tutto un girone di ritorno da giocare, ma finora ha sempre perso contro le grandi. Il Napoli non l’ha umiliato, ma ha praticamente giocato come il gatto con un topo. L’ha ferito subito, non mortalmente, ma gli ha concesso solo piccole, inutili fughe davanti. Una difesa concreta e priva di fronzoli ha chiuso tutte le strade alle punte milaniste, un centrocampo sin troppo veloce e ottimamente posizionato ha cancellato quello milanista. Senza concedere respiro fino al secondo gol, la vittoria anche se scalfita appena da un inutile realizzazione di Romagnoli quando la partita era ormai finita da tempo. Il Milan poteva pretendere  poco da una partita contro gente che sembra appartenere a un altro mondo rispetto al suo. Così i casi sono due: o c’è e c’è sempre stato qualcosa che non va in giocatori protagonisti di un’estate infuocata e che aveva ridato fiato alle trombe dei tifosi, oppure i limiti bisogna andare a cercarseli altrove. La verità verrà fuori dalla prossime partite che comunque non riusciranno a stravolgere la classifica in favore dei rossoneri, già fuori dalla lotta per lo scudetto e molto lontani anche dalla possibilità di raggiungere quel posto in Champions che doveva essere il minimo di suoi obiettivi.

E’ CRISI JUVE?
Dopo una sconfitta così sonora e concreta, i due gol sono arrivati troppo tardi favoriti da distrazioni inconcepibili della Samp, è la domanda che ricorre tra gli avversari dei bianconeri. Non c’è ragionamento più errato di questo. La Juventus ha perso una partita difficile, sfavorita da giocatori in qualche modo stanchi, ma mai demotivati. Si è forse accorta del valore degli avversari solo al terzo gol, quando tutti si sono guardati in faccia rendendosi conto di un guasto che era diventato irreparabile. Hanno messo la testa sotto sperando e credendo magari in quel miracolo che difficilmente sfugge a una squadra della sua potenza. Non c’è stato niente da fare se non limitare i danni e far vedere che quando la si applica la legge della Juve resta ancora la più forte. Adesso, è attesa da altri confronti più o meno importanti, capaci di dare un giudizio se non definitivo certo importante e qualificante. Gioca mercoledì con il Barcellona e un eventuale successo, possibilissimo a Torino, oltre a ridarle un’immensa fiducia nelle proprie possibilità, finirebbe per rendere meno difficoltoso il suo campionato. C’e da ricordarsi sempre poi, che anche nel passato campionato, fu protagonista di un recupero quando tutti lo giudicavano impossibile. Signori, la Juve è una squadra che non muore mai e che non lo farà sicuramente in questa stagione a meno di trovare un avversario davvero valido come potrebbe essere proprio il Napoli. Caso mai il suo punto debole è rappresentato dalle incertezze su alcuni valori che riguardano soprattutto Dybala. Dentro e fuori, asso o semplice coequipier, è trattato in maniera non consone ai suoi valori. Forse si è stancato, forse ci sono già le basi per un divorzio, magari nascosto, ma voluto come accadde per Pogba. Gli utili, se dovesse essere vero, non giocano. Bisogna ricordarlo ogni tanto a chi ne ha fatto da sempre un vincente cavallo di battaglia dentro i confini italioti.

INTER, ICARDI TI PORTA LONTANO
I nerazzurri battono la concreta Atalanta grazie a un Icardi megagalattico. Due incornate da superasso ne fanno il protagonista di una notte che invano l’avversario, attento e solido, ha cercato di vanificare. Ha retto a lungo la bergamasca, ma si è arresa a due colpi di testa entrambi intelligenti e irripetibile per una punta comune eppur dotata di numeri eccellenti. Icardi è andato oltre l’eccellenza e non solo per la bellezza e concretezza, ma per la scelta di tempo e l’intuizione delle posizioni giuste rendendo impossibile qualsiasi intervento difensivo. La conferma di un superasso che potrebbe portare l’Inter verso traguardi giudicati ancora impossibili. E’ certo che dovunque vada ha ritrovato l’orgoglio della grande squadra. Spalletti ha ridato certezze a un pubblico che le aveva dimenticate e che era pronto sempre alla contestazione. E l’Inter non è solo Icardi. Intorno al bomber di razza che potrebbe assidersi su troni leggendari sta ruotando tutto un complesso di grande rispetto che attende solo prove più concrete per re immettersi finalmente sulle strade tradizionalmente appaganti e foriere di grandi soddisfazioni.

LA ROMA, IL DERBY E IL SOGNO
La Roma ha sbaragliato il campo nel derby. Personalmente, dopo aver vista attentamente quella partita, m’è sembrato che non ci fosse niente di una stracittadina. Giallorossi sempre senza tentennamenti, privi di emozioni, freddi e concreti come se dall’altra parte non ci fosse la Lazio, ma un qualunque altro avversario da battere. Gioco scintillante e centrocampo guidato da un superlativo Naingolan, possente, forte nei contrasti, preciso con quel tiro rasoterra che è valso il secondo gol. L’avversario è stato costretto a rincorrerlo, impossibilitato a contrastarlo, facile preda dei suoi attaccanti. E questa volta, non potevano esserci suggerimenti dalla panchina che spesso con una piccola variazione è riuscita a cambiare il corso degli eventi. Una Roma troppo forte per la Lazio, quella stessa Roma affrontata forse come si affronta una squadra giocando un derby. No, la Roma ha vinto da grande fottendosene del luogo comune, imponendo i suoi schemi, dominando la partita con due gol che potevano essere ancora di più. E quando una squadra riesce a superare i luoghi comuni significa che è davvero grande. Forse, se in estate non l’avessero indebolita e se a Di Francesco non mancassero ancora giocatori infortunati chissà che Roma … Ma attendiamo i verdetti futuri con le spinte che vengono a questa squadra non solo dal campionato, ma anche da quella Champions nella quale nessuno credeva e che la vedrà passare il turno con ulteriori introiti finanziari che potrebbero esser prontamente reinvestiti a gennaio nel tentativo di accelerare i giorni del ritorno al grande successo.

TORINO RIMPIANTI, CAGLIARI IMPRESA
Il Toro dopo l’incornata all’Inter non riesce a vincere contro il Chievo e sorpassare il Milan. Evidentemente non è squadra ancora completa e presenta criticità dettate anche e soprattutto da un’incostanza che,almeno per il momento, non la portano lontano. Il colpaccio appartiene al Cagliari che supera l’Udinese fuori casa creando non pochi problemi a Del Neri e alla sua Udinese lasciandoli ancora alla difficile ricerca di una dimensione lontana dalla mediocrità. Vince il Genoa di Ballardini che allontana le streghe e può guardare con miglior fiducia il futuro, con il Crotone che ritorna immediatamente nel lotto delle pericolanti. Alla Fiorentina non riesce l’impresa contro la Spal nonostante abbia sovrastato l’avversario se non nel gioco, almeno nelle occasioni da gol sbagliate. Testa e coda sono simili in definitiva. Non c’è modo di acquisire tranquillità e non ci sarà ancora per molto tempo



Nessun commento


Privacy Policy
© Tutti i diritti riservati 2013- 2018
Cookie Policy
Torna ai contenuti | Torna al menu