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DYBALA SFIDA A MESSI: VINCIAMO NOI

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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La Juve dopo il successo sul Chievo pensa alla Champions
Tonfo Inter, Pioli senza panchina con il derby che è la sua ultima spiaggia

di Federico De Carolis
Dybala lancia la sfida a Messi con un “questa volta vinciamo noi”. C’è tutto un programma, c’è soprattutto un’intera stagione che può finalmente sorridere ai bianconeri. Un successo con il Barca e il conseguente passaggio del turno, riproporrebbe la Juve come leader europea. Qui, i bianconeri non sono stati mai grandi, neppure negli anni ’60 quando con Charles e Sivori beccarono addirittura ben 7 gol a Vienna nell’allora Coppa dei Campioni che non aveva il significato acquistato in questi ultimi anni. Se vuoi esser veramente grande devi cingere questo allora. La Juve l’ha fatto pochissime volte. Appena due con tutti che ricordano la strage dell’Heysel nella finale contro il Liverpool, vinta con una magica punizione di Platini. Le premesse ci sono tutte per arrivare al successo e vedere consacrato Allegri come allenatore plurivitorioso e destinato magari  a restare a vita in bianconero.
La Juventus arriva a questo importante appuntamento con un Higuain in più rispetto alle passate edizioni e il bomber cerca ancora quella rivincita personale dopo aver mancato in diverse occasioni un minimo di successo. Non aveva una squadra all’altezza della situazione giacchè il Napoli non poteva pretendere di arrivare in finale. Al suo fianco avrà proprio Dybala, almeno se Allegri darà un minimo di fiducia al giovane argentino. Sintomatico l’abbraccio che c’è stato tra i due dopo il gol contro il Chievo e la prestazione non ancora ai suoi livelli di Dybala ma che è riuscito a ribadire d’essere un fuoriclasse vero. Sono bastati tre lanci lunghi e precisi, da una parte all’altra del campo, qualche dribbling che ha ricordato il miglior Sivori, per lasciar apprezzare ancora di più questo giovanotto dal multiforme ingegno. Tutta la squadra poi, sembra preparata per la grande impresa che manca da più di vent’anni.
  
Inter rivoluzione totale
Il campionato ha proposto ieri il gran tonfo dell’Inter, meritevole della prima pagina, dopo il reiterato fallimento di una squadra che aveva lasciato sperare addirittura nella Champions. Difficile possa aver la consolazione del’Europa League dopo quel che ha combinato a Crotone rilanciando i padroni di casa che hanno vinto solo 5 partite in questo campionato, verso la salvezza. Ora Pioli difficilmente potrà avere la conferma. Era riuscito a raddrizzare una squadra che è la solita Inter più portata alle illusioni e delusioni che non  aun campionato accettabile. La fine di Pioli è già stata decretata da Ausilio che, tuttavia, non si è ancora assunto le proprie responsabilità, su una squadra allestita con scarse cognizioni logiche. Questa sarà una settimana decisiva anche epr lui e bisognerà vedere  se l’irritazione di Suning sarà condivisa da Zhang che ha le redini del comando. Potrebbe esserci una vera e propria rivoluzione in nerazzurro con il cambiamento dei quadri più importanti in società. E’ certo che la rivoluzione non sarà comunque totale, ma  potrebbe coinvolgere molti giocatori che hanno deluso o che non sono riusciti a capire di trovarsi in una grande società che pretende, giustamente, una grande squadra. No, lì c’è il caos che aveva preceduto l’arrivo di Mourinho e la sua triplete. Comandano gli argentini e gli altri clan non ne sono soddisfatti. Una squadra che si dibatte in queste polemiche non può rendere e soprattutto non può pretendere di stare con le altre grandi.
E domenica c’è il derby con il Milan di Montella che ha vinto contro il Palermo, riscattando il passo falso di Pescara. Tre gol beneauguranti per i rossoneri, in attesa di quel closing che non sarà un’araba fenice, ma che lascia trascorre troppo tempo e propone molti interrogativi su quelli che dovrebbero essere i nuovi padroni. Al di là del cambio della proprietà, è proprio Montella a affrontare il derby in una condizione di relativa tranquillità che potrebbe riportare il successo in casa rossonera dopo il pari dell’andata. Pioli potrà salvarsi solo vincendolo, ma per ora non è facile giurare su questa possibilità.
La Roma continua a vincere, il Napoli c’è
L’altro campionato continua a vedere Juventus e Roma che vincono entrambe lasciando la classifica com’era una settimana fa. Difficile per Spalletti recuperare 6 punti nelle 7 giornate che mancano, non impossibile però. La Roma marcia a vela spiegate e risponde colpo su colpo ai successi juventini. I giallorossi si mangiano ancora le mani per almeno due sconfitte delle 6 patite in questo campionato con altrettante squadre di scarso prestigio. Non è detta l’ultima parola, mentre il Napoli gioca come sa anche in trasferta e non vanifica il successo tuttavia inocuo in Coppa contro al Juve. Se qualcuno davanti dovesse mollare, gli azzurri sono pronti a riconquistare quel secondo posto che farebbe rimpiangere sempre meno l’uscita di Higuain. Ha infatti battuto una Lazio che sembra ormai paga della finale di Coppa ma che non vuole essere fuori dall’Europa League. I laziali saranno a Genova sabato prossimo per invertire la rotta contro una squadra in crisi e destinata a non riprendersi magari fino alla fine di questo campionato. Lì c’è Mandorlini che rischia il posto, se non sarà fatto fuori addirittura prima di questo confronto.
Ha perso l’Atalanta a Udine, curva sulla sicurezza che gli è derivata dai suoi ulitimi successi, ma Gasperini non mollerà e cercherà con tutte le forze di assicurarsi un posto in Europa, non preventiva, ma he farà molto rumore. La Fiorentina che impatta a Genoa contro la Samp sbagliando quasi tutto sembra aver ormai rinunciato a una posizione di prestigio e all’Europa. L'anno prossimo proverà a far meglio con Di Francesco in panca al posto di Paulo Sousa che a Firenze ha fatto il suo tempo. C’è da proporre per gli allori della settimana la Samp. Era partita male, tanto che si parlava di un possibile esonero all’inizio, visto un Presidente facile a prendersela con gli allenatori. E’ diventata la squadra dell’anno, forse più della stessa Atalanta che aveva mezzi consolidati rispetto alla miseria riservata, dopo la cessione di pezzi da novanta, a Marco Giampaolo, che è un allenatore vero, capace di trasformare le proprie idee in pratica con una marcia invidiabile e che gli ha permesso di battere molte delle squadre migliori sia in casa che fuori. Se fosse riuscito a avere un difensore, uno solo più concreto e valido (39 i gol incassati contro i 37 realizzati) chissà se la sua classifica non sarebbe stata addirittura migliore e tale da far gridare a un nuovo miracolo. Ma Giampaolo non è un miracolo in panchina, piuttosto è  una bravura consolidata e accettata da tutti ormai con meraviglia perché grandi o medie squadre l’hanno finora snobbato.
In coda l’Empoli non può permettersi ulteriori distrazioni. Non si aspettavano da quelle parti il successo dei crotonesi sull’Inter. Adesso sono a 3 punti e può succedere di tutto. Per le ultime due una condanna certa decretata sin dall’inizio di stagione.



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